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Nocera Umbra, con la “Francesco Mari” si chiude la ricostruzione delle scuole

Pubblicato il 14 Marzo 2016 11:25 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:08

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E’ la media “Francesco Mari” a chiudere definitivamente la ricostruzione post-sisma degli edifici scolastici del Comune di Nocera Umbra. E’ stata quindi messa la parola “fine” ad una pagina difficile per la città delle acque, a diciotto anni da quel sisma del ’97 che la toccò in maniera particolare. Al taglio del nastro, insieme al sindaco di Nocera Umbra Giovanni Bontempi presenti anche la governatrice della Regione Catiuscia Marini, il presidente della Provincia di Perugia Nando Mismetti ed il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti. La scuola secondaria risplenderà più che mai anche a livello tecnologico. Grazie infatti al contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Foligno e di quella di Perugia, le aule ed i laboratori dell’edificio possono contare sulle Lim, ovvero le lavagne di ultima generazione. In più, aule e spazi tirati a lucido con arredi nuovissimi. Insomma, un vero e proprio fiore all’occhiello per l’istruzione nocerina. A fare gli onori di casa il dirigente scolasti dell’Istituto omnicomprensivo, Serenella Capasso. “E’ un gran bel traguardo – afferma il sindaco di Nocera Umbra, Giovanni Bontempi – con le scuole medie chiudiamo la serie di edifici scolastici che dovevamo ricostruire. Mettiamo veramente la parola fine ad una fase di ricostruzione lunga – prosegue –. Siamo riusciti a portare a termine i lavori insieme ai vari enti, i tecnici comunali e le ditte che hanno lavorato, ottenendo dei risultati eccezionali”. La “Francesco Mari” è stata ricostruita nelle vicinanze dell’Istituto superiore “Sigismondi” e al Professionale per l’industria e all’artigianato, creando così un vero e proprio polo didattico. “Ricominciamo la nuova stagione con una scuola nuova che dà ampio respiro alle attività didattiche” è stato il commento del dirigente scolastico Serenella Capasso. Al taglio del nastro erano presenti anche alcuni precari del terremoto che, salvo sorprese, il prossimo 18 marzo rimarranno a casa. Al momento appare difficile prolungare nuovamente il loro contratto: è così che i precari del 1997 hanno voluto manifestare il loro disappunto anche in presenza delle massime autorità regionali. Sulla questione negli scorsi giorni era intervenuto anche il sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci. “Non è un paese civile quello in cui si tengono precari nella pubblica amministrazione per più di dieci anni” aveva detto nel corso di un incontro pubblico, con la promessa di analizzare personalmente la situazione.

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