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Integrazione, Foligno e Spoleto studiano la fusione di Fils e A.Se.

Pubblicato il 21 Marzo 2016 15:40 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:03

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Presto la Fils e l’A.Se. potrebbero diventare un unicum. Che qualcosa non funzioni all’interno delle due società partecipate dei Comuni di Foligno e Spoleto lo si è capito da tempo. Più volte sotto l’occhio del ciclone e troppo spesso definite dai loro detrattori dei veri e propri “carrozzoni”, ora potrebbe arrivare la soluzione definitiva a tutti i mali. Una soluzione che risponde al nome di fusione. Il progetto è uno dei tanti messi sul tavolo dal rinnovato rapporto di collaborazione tra Foligno e Spoleto, grazie all’intenso dialogo che ultimamente stanno avendo i rispettivi sindaci. Non solo accorpamento degli ospedali quindi. Nando Mismetti e Fabrizio Cardarelli sono pienamente concordi anche nel rivoluzionare le due società di servizi che, oggettivamente, hanno fallito la loro mission. I due Comuni stanno predisponendo un documento nel quale verrà illustrata la condivisione di un’organizzazione dei servizi pubblici su scala intercomunale. L’obiettivo è quello di fare economia insieme, magari tirando dentro anche tutti quelle città dell’Area vasta che vogliono condividere l’esperienza di una grande azienda pubblica di servizi. Prima però, Foligno e Spoleto dovranno risolvere le magagne interne di Fils e A.Se. “La base di partenza deve essere quella dell’uniformità – spiega il sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli – non possiamo pensare di creare una società di servizi con i crismi dell’efficienza attraverso la fusione di due inefficienze. Una volta risolti i problemi interni alle due partecipate, potremo dar vita ad una nuova realtà”. L’obiettivo è quello di aumentare la sinergia tra i due territori e fare economia: “Se vogliamo il bene delle nostre città – afferma Cardarelli – dobbiamo essere capaci di superare gli stupidi campanilismi che hanno danneggiato entrambe, ed entrare in un’ottica di collaborazione. E’ bene che i pregi e le eccellenze di una realtà vengano sfruttate anche dall’altra e viceversa – prosegue – è questa la chiave di volta per sviluppare il nostro futuro”. E mentre prosegue il lavoro sull’integrazione tra i due ospedali, anche l’accorpamento di Fils e A.se. Potrebbe portare davvero alla guarigione di due malati cronici, “che hanno difetti genetici – conclude il primo cittadino spoletino – e che invece dovranno diventare un’unica, grande società, che fornisca al meglio i servizi ai cittadini”.

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