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FolignoCammina: tutti in marcia per l’autismo

Pubblicato il 1 Aprile 2016 13:20 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:56

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Una marcia speciale quella realizzata giovedì sera dall’iniziativa FolignoCammina, organizzata da ANGSA l’associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici, unitamente all’USL Umbria 2, all’Uisp “Orme – Camminare Liberi”, all’associazione “Amici del cuore”, all’Ancescao, all’associazione Camminare con il diabete, al Gruppo Scout Masci e all’Avis. In occasione della Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo del 2 aprile, la passeggiata denominata “Piazze, belle piazze” ha visto partecipare anche soggetti affetti da autismo con i propri genitori o accompagnatori. La particolare camminata, che si è snodata attraverso le 22 piazze e piazzette del centro storico, si è arricchita di un valore aggiuntivo, quello della sensibilizzazione sull’autismo. Durante il percorso il serpentone di persone, che ha preso parte alla marcia, ha tenuto in mano e sventolato dei palloncini blu, il colore che rappresenta simbolicamente le varie associazioni mobilitate nei confronti dell’autismo e sul fronte del sostegno alle famiglie dei soggetti colpiti da questa patologia. Si tratta di una problematica neurobiologica che colpisce lo sviluppo sensoriale e motorio percettivo del soggetto che ne è affetto. Sull’argomento si è espresso il dottor Massimo Stortini, neuropsichiatra pediatrico dell’Usl 2: “La nostra azienda sanitaria si è adeguata alle linee regionali per seguire bambini con questo tipo di disturbo, che rappresentano circa l’1% della popolazione. Non possiamo meravigliarci se nell’ambito della popolazione di neuropsichiatria infantile dell’Usl 2 arrivassimo a contare fino a 600 bambini con questo tipo di problema”. Una patologia per cui non esiste cura, ma per la quale la sensibilizzazione risulta essenziale poiché un intervento neuro-riabilitativo in età precoce garantisce la possibilità di una maggiore integrazione e inclusione nel mondo degli adulti. “L’obiettivo è abbassare intorno al secondo anno di vita il tempo della diagnosi – continua Stortini – e attivare immediatamente degli interventi intorno al soggetto e a supporto della famiglia. Solo in questo modo si può garantire uno sviluppo regolare, per quanto complesso e difficoltoso, cercando di abbassare a livello minimale i disturbi dello spettro dell’autismo”.

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