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Foligno, il Csa esce dal Comitato unico di garanzia. L’appello: “Vogliamo chiarezza”

Pubblicato il 15 Giugno 2016 15:57 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:05

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Nessun rappresentante del Coordinamento sindacale autonomo parteciperà ai lavori del Comitato unico di garanzia istituito all’interno del Comune di Foligno fino a quando non verranno garantite le condizioni per farlo funzionare realmente. È la decisione presa dal sindacato come forma di protesta a seguito di un episodio che – denunciano – si sarebbe verificato qualche mese fa. Il riferimento è alla segnalazione scritta fatta da alcuni dipendenti comunali, iscritti al Csa, secondo la quale sarebbero stati invitati dal dirigente dell’area di appartenenza “a non parlare né fare intervenire il sindacato in relazione a problematiche che riguardavano l’orario di lavoro”. “Considerato che il dirigente in questione è anche presidente del Comitato unico di garanzia – si legge in una nota sindacale – il Csa ha chiesto immediatamente un confronto, alla presenza delle parti in gioco, per verificare quanto denunciato, ma questa richiesta – lamentano – non è stata accolta”. Nessuna risposta sarebbe inoltre arrivata dalle istituzioni, nonostante la segnalazione fatta nel mese di novembre al sindaco e al suo vice, all’assessore e al dirigente al personale, al segretario generale ed allo stesso presidente del Comitato. “Quanto accaduto – proseguono quindi dal sindacato – compromette la credibilità dell’intero organismo”. Da qui, dunque, la decisione di ritirare i propri rappresentanti “fino a quando – concludono – non verrà fatta chiarezza”. Il Comitato unico di garanzia – lo ricordiamo – è un organismo istituito in tutti gli enti pubblici per tutelare la parità di trattamento, il benessere organizzativo e prevenire forme di discriminazione, contrastando eventuali episodi di violenza morale o psichica nei luoghi di lavoro. L’organismo, inoltre, è composto pariteticamente da rappresentanti nominati dall’amministrazione e dai sindacati. 

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