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“Italia Longobardorum”, anche Spoleto e Campello sul Clitunno nei nuovi finanziamenti

Pubblicato il 15 Agosto 2016 07:12 - Modificato il 5 Settembre 2023 19:34

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La storia e le radici di Spoleto e Campello sul Clitunno possono sorridere. Per il quinto anno consecutivo l’associazione “Italia Langobardorum”, struttura di gestione del sito seriale Unesco dei Longobardi, di cui Spoleto è uno dei soci fondatori, ha ottenuto il primo posto della graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento da parte del Mibact. Fanno parte del sito seriale, oltre a Spoleto, altri sei Comuni: Cividale del Friuli, Torba-Castelseprio, Campello sul Clitunno, Benevento e Monte Sant’Angelo. Il finanziamento per il 2015 – pari a 214.211,11 euro (di cui 192.790 euro dal Mibact e 21.421,11 euro di cofinanziamento dell’associazione) per una durata di 12 mesi – è stato ottenuto per il progetto “I Longobardi dallo scavo archeologico ai banchi di scuola. Un metodo di ricerca e condivisione per lo sviluppo della conoscenza e la sensibilità nei confronti del patrimonio Unesco”. Lo scorso febbraio il sito seriale aveva già ottenuto 277.777,77 euro per il progetto “A tavola con re Rotari. Cultura e alimentazione dei Longobardi come paradigma per l’integrazione di popoli attraverso modalità classiche e multimediali”, progetto didattico della durata di 18 mesi. La città di Spoleto, insieme a Brescia, è coordinatrice del progetto sia dal punto di vista tecnico che scientifico. “Si tratta di un risultato che oltre a inorgoglirci– ha detto il sindaco Fabrizio Cardarelli –ci dà forti motivazioni per continuare a valorizzare, attraverso progetti didattico-formativi, le preziose testimonianze delle vicende storico-artistiche legate alla Spoleto longobarda. In questi anni, sotto l’egida dell’Unesco, Spoleto e le altre città del sito seriale hanno non solo ottenuto una visibilità a livello mondiale ma hanno anche usufruito di strumenti per potenziare la diffusione e la tutela di un patrimonio straordinario che è parte integrante della nostra storia e identità”. Il sito seriale “I longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, nella World Heritage List dal giugno 2011, è stato tra i quindici siti italiani Unesco ammessi a finanziamento tra tutti i luoghi d’Italia Patrimonio dell’Umanità e comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano, che si situano dal nord al sud della penisola, laddove si estendevano i domini dei più importanti Ducati Longobardi che formarono quella che possiamo definire la prima “nazione” italiana.

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