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Spoleto, costretta a prostituirsi dal padre e dall’uomo di cui si era innamorata

Pubblicato il 18 Febbraio 2017 14:46 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:04

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Costretta a prostituirsi dal padre e dall’uomo di cui era innamorata. È la triste storia di una ragazza spoletina di 26 anni, tratta in salvo dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia della città ducale al termine di una lunga indagine denominata “Pretty woman”. L’attività investigativa era scattata lo scorso agosto, quando i militari avevano iniziato a monitorare la giovane che, notata ripetutamente in alcuni punti del centro spoletino, veniva avvicinata di volta in volta da numerosi e diversi uomini. Uomini che arrivavano in macchina, la facevano salire a bordo e poi ripartivano per raggiungere zone boschive dell’hinterland spoletino, ma non solo. Nella vicenda risulta infatti coinvolto anche un albergo situato all’ingresso della città ducale. Secondo quanto emerso dalle indagini, a costringere la ragazza alla prostituzione erano stati il padre della 26enne ed un uomo di origini romene, di cui la giovane – che è risultata essere affetta da un deficit cognitivo – si era invaghita. In particolare, il padre avrebbe costretto la figlia – anche contro la sua volontà – ad avere rapporti sessuali giornalieri con un numero indeterminato di uomini, minacciandola di cacciarla di casa se si fosse rifiutata. L’uomo si appropriava poi dei soldi, talvolta prendendoli direttamente dal cliente che lui stesso aveva trovato. Il rumeno, invece, sfruttava a proprio vantaggio il sentimento provato dalla 26enne nei suoi confronti, minacciandola di lasciarla se non avesse guadagnato almeno cento euro al giorno, ma non solo. Sempre lui avrebbe pubblicato su internet annunci erotici, così da ampliare il numero di clienti. In pochi mesi, quindi, i due uomini avevano messo in piedi un giro di prostituzione con almeno 80 clienti, non solo locali ma che, grazie agli annunci su internet, si stava allargando nell’intero territorio regionale. Rete che permetteva ai due di guadagnare mediamente 200 euro al giorno. Al termine dell’indagine, per i due è scattata la custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Spoleto per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Nei guai, però, anche una terza persona, finita ai domiciliari. Si tratta del gestore dell’albergo, accusato di aver tollerato abitualmente la presenza della ragazza, che non registrava, mentre la giovane intratteneva gli occasionali clienti all’interno di alcune delle camere della struttura ricettiva. 

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