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Sinergia imprese-università, ribalta nazionale per l’azienda folignate Tardioli Alfredo

Pubblicato il 13 Giugno 2017 09:45 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:13

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C’è anche l’azienda folignate Tardioli Alfredo tra le realtà umbre che si sono piazzate ai primi posti del premio Mimprendo. Il concorso nazionale è promosso dai Giovani imprenditori di Confindustria, che mette in comunicazione il mondo delle imprese con quello delle università. Giunto alla sua terza edizione, il progetto fornisce l’opportunità a laureandi, laureati e dottorandi di mettersi alla prova sviluppando progetti insieme alle imprese. A trionfare è stata la Cardinalini, azienda tessile di Montecastrilli posizionatasi al primo posto. Mentre la folignate Tardioli Alfredo, specializzata nella lavorazione, trattamento e commercializzazione di metalli ferrosi e non ferrosi, si è piazzata al secondo posto. Complessivamente sono stati 33 i progetti presentati da altrettante imprese italiane, otto quelli ammessi alla fase finale. I progetti sono stati successivamente pubblicizzati su una piattaforma informatica in modo che studenti universitari potessero selezionare un progetto e candidarsi per svilupparlo. All’imprenditore è toccato poi il compito di selezionare i migliori candidati per comporre la squadra capace di portare a termine, entro sei mesi, il progetto. “Orzo”: questo il nome del progetto sviluppato dai due studenti Sergio Maria Sementini e Damiano Carissimi, laureandi rispettivamente in Ingegneria Ambientale ed Economia, selezionati da Tardioli Alfredo srl. Il Progetto O.R.Z.O., Obiettivo Rifiuti Zero per l’Ottimizzazione economica ed ambientale nasce dalla volontà di ottimizzare il ciclo produttivo legato alla lavorazione del materiale proveniente dalla raccolta dei rifiuti urbana. La soluzione presentata dal team rappresenta un’innovazione di processo e di prodotto ed è costituita dall’implementazione di un nuovo impianto industriale che consente di trasformare gli attuali oneri di smaltimento in vere opportunità di business. Al termine del processo di trasformazione rimane un residuo inerte secco, privo di inquinanti, un gas di sintesi e un olio di pirolisi, tutti riutilizzabili nella filiera per produrre energia elettrica. L’impianto così progettato valorizza l’intero materiale di scarto, creando un beneficio in termini economici ed ambientali per l’azienda. “È stata una grande opportunità – ha raccontato Cinzia Tardioli, socio dell’azienda – ed un grande privilegio collaborare con un team di ragazzi proveniente dal mondo universitario che, con forte motivazione e dedizione, ha contribuito operosamente e con innovatività alla risoluzione di un’importante problematica per la nostra azienda. Abbiamo ottenuto un rilevante riconoscimento che ci onora e ci incoraggia a creare sempre nuove opportunità di sviluppo e contatto con il mondo universitario. Onestamente posso dire che è stata una crescita reciproca e che il mondo imprenditoriale deve continuare ad investire in progetti universitari che assicurano il progresso e lo sviluppo di entrambe le categorie”. I progetti vincitori hanno ricevuto un premio in denaro, rispettivamente di 10mila e 3mila euro, che è stato interamente suddiviso tra i giovani componenti dei due team.

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