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Sorgenti: rimangono le difficoltà. Tendenze non buone, cali anche a Rasiglia

Pubblicato il 1 Agosto 2017 11:30 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:56

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In Umbria rimane alta l’attenzione nei confronti delle tredici sorgenti sparse su tutto il territorio regionale. I due giorni di pioggia della scorsa settimana – come era prevedibile – a poco sono serviti, ma il peggio potrebbe ancora venire. Stando infatti alle previsioni meteo, di nuove precipitazioni nemmeno l’ombra. Il termometro invece nei prossimi giorni salirà, superando anche i quaranta gradi. Nell’ultima riunione straordinaria della scorsa settimana, l’Osservatorio permanente sugli usi idrici che risponde al ministero dell’Ambiente, ha confermato per l’Umbria “il livello di severità idrica elevata”. Per l’Osservatorio, “l’area maggiormente sofferente è quella del bacino del lago Trasimeno. Le ultime misurazioni attestavano un valore di meno sessanta centimetri rispetto allo zero idrometrico”. Attualmente, a risentirne maggiormente è l’agricoltura. L’ultima denuncia arriva dalla Coldiretti, che ha stimato una perdita dal 20 al 30% della produzione della lenticchia di Castelluccio a causa del caldo. LE SORGENTI – Tornando però alla questione legata alle tredici sorgenti umbre, sei di queste hanno portata negativa rispetto alle medie del periodo (Capo d’Acqua, Lupa, Acquabianca, Fonti del Clitunno, Vene del Tempio, Scirca). Altrettante sono quelle che reggono (Rasiglia, San Giovenale, Bagnara, Vaccara, Boschetto, Rumore), mentre non sono disponibili i dati di Capodacqua di Foligno. Ma ciò che più preoccupa è la tendenza. Sul totale, si prevede che dieci sorgenti peggioreranno la loro portata nei prossimi giorni. Solamente Vaccara e Rumore di Gualdo Tadino tenderanno a migliorare. L’ultimo monitoraggio di Arpa risale allo scorso 26 luglio. Questi i dati ricavati dalla redazione di Rgunotizie.it. A Rasiglia Alzabove la portata è di 267 litri al secondo, contro una media del periodo di 273,76. Un mese prima (ovvero al 26 giugno) la portata era di 282 litri al secondo. A San Giovenale di Nocera Umbra portata di 311,5 l/s (media periodo 388,34 – mese precedente 413); Capo d’Acqua di Nocera Umbra portata di 78 l/s (media periodo 92,66 – mese precedente 90); Lupa di Arrone portata di 48 l/s (media periodo 117 – mese precedente 54); Bagnara di Nocera Umbra portata di 59,6 l/s (media periodo 75 – mese precedente 89,37); Acquabianca di Foligno portata di 33,4 l/s (media periodo 43,90 – mese precedente 33,8); Fonti del Clitunno di Campello portata di 804,2 l/s (media periodo 1333,14 – mese precedente n.d.); Vene del Tempio di Campello portata di 31,9 l/s (media periodo 68,85 – mese precedente 45,47); Scirca di Sigillo portata di 108,7 l/s (media periodo 139,07 – mese precedente – 149,25); Vaccara di Gualdo Tadino portata di 66,2 l/s (media periodo 139,07 – ultimo mese 149,25); Boschetto di Gualdo Tadino portata di 105 l/s (media periodo 90,48 – ultimo mese 103,92); Rumore di Gualdo Tadino portata di 19,5 l/s (media periodo 20,66 – ultimo mese 19,92). Come detto, non sono disponibili i dati di Capodacqua di Foligno. VUS – “E’ vero, le sorgenti hanno portata ridotta, ma riusciremo a far fronte alle esigenze qualora non arrivi un consumo eccessivo”. E’ questo il commento della Valle Umbra Servizi, con la situazione idrica nel folignate-spoletino che è sotto controllo. Eccezion fatta per qualche isolatissimo e sporadico caso nelle zone di montagna, dove l’acqua viene trasportata con le autobotti. “L’importante – ricordano dalla Valle Umbra Servizi – è che tutti si attengano al vademecum (leggi qui) per evitare sprechi”.

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