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San Rinaldo, Bassetti sui fatti di Barcellona: “Caino sparge il sangue di Abele”

Pubblicato il 21 Agosto 2017 13:46 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:51

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“Il mondo va sentito come un’unica famiglia. Quando si ripetono episodi di violenza in atti terroristici, nelle guerre, nei delitti della mafia, ma anche nei femminicidi, mi ritorna sempre in mente il secondo capitolo della Genesi, dove Dio è inorridito perché ha visto che un fratello ha sparso il sangue dell’altro fratello. È sempre la stessa storia, che si ripete: Caino sparge il sangue di Abele”. È uno dei passaggi più intensi sottolineati dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei ed arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nel corso della celebrazione del solenne pontificale per l’ottavo centenario di San Rinaldo, patrono di Nocera Umbra. In una Cattedrale “Santa Maria Assunta” gremita, si è alzato forte il monito del presidente della Conferenza episcopale italiana che, con chiaro riferimento all’attacco terroristico di Barcellona, ha invitato tutti a “meditare dinanzi ad una violenza così efferata. È necessario – ha detto – farci condurre da Cristo nei pascoli della salvezza attraverso la parola di Dio, la preghiera. Attraverso lo stabilire dei rapporti nuovi con il nostro prossimo”. Poi, sempre nella sua omelia, ha rimarcato che “purtroppo non c’è soltanto il terrorismo che va contro l’uomo. Stamattina – ha detto -, al mio arrivo, mi è stata posta una domanda: ‘Cosa ne pensa di questa mancanza di lavoro’. La disoccupazione è uno dei motivi di maggiore tristezza della mia vita e della mia missione di Pastore. Un giovane che non trova lavoro è profondamente colpito nella sua dignità. Una famiglia dove non si lavora, piano piano perde la speranza. Una Società che non riesce a garantire il lavoro ai suoi membri, un po’ alla volta si disgrega. Il lavoro non è soltanto un fatto di attività umana o un fatto economico, ma è una missione, una vocazione che Dio ha dato alla vita, che è dunque incompleta se manca questa dimensione della vita umana. Anche per noi – ha detto con forza – ci sono giorni di tenebra e di caligine e la domanda che ci spesso ci poniamo è come dobbiamo affrontare queste situazioni e come portare una parola di speranza. La risposta è che dobbiamo farlo riproponendo il Vangelo, perché non si può fare a meno di Dio per affrontare i problemi. È questo uno dei drammi della modernità”. Le celebrazioni, coordinate ottimamente dal parroco Don Ferdinando Cetorelli, sono poi proseguite nel pomeriggio quando l’urna del Santo Patrono, Rinaldo, è stata portata, in processione, nelle vie della città. Ed anche qui, dinanzi ai moltissimi fedeli in preghiera, il vescovo di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino non ha mancato di toccare problematiche attuali, in primo luogo quella del lavoro, che stanno attanagliando centinaia di famiglie nocerine e dell’intero territorio della fascia appenninica.

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