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Quintana, un anno e mezzo senza vittorie per i “magnifici tre”. Finito il triumvirato?

Pubblicato il 19 Settembre 2017 07:46 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:44

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C’era una volta il triumvirato della Quintana. Per sette lunghissimi anni, il tre è stato il numero perfetto anche rapportato alla “tenzone” cavalleresca di Foligno. Non c’era Giostra che non veniva vinta dai “magnifici tre”. Stiamo parlando di Daniele Scarponi, Luca Innocenzi e Massimo Gubbini. Senza ombra di dubbio, sono tutt’ora tra i cavalieri più forti mai visti correre all’interno del “Campo de li Giochi”. Nove allori in totale per Scarponi, sei per Gubbini e quattro per Innocenzi. Un palmares che farebbe invidia a chiunque. Eppure, da un anno e mezzo a questa parte, il vento sembra essere cambiato. Non ce ne vogliano i tre pluricampioni, la nostra non vuole essere una critica alle loro prestazioni: sul fatto che siano dei fuoriclasse non c’è dubbio. Non c’è la volontà di mettere in discussione la loro bravura, quanto voler analizzare un dato puramente statistico, che per la Quintana di Foligno rappresenta la vera novità dal 2009 ad oggi. Già, perché l’ultima vittoria di un cavaliere fuori dal triumvirato risale al giugno di quell’anno, quando Matteo Martelli vinse per La Mora in sella a Catalifi. Dalla Quintana successiva, sino ad arrivare a quella di giugno 2016, a vincere è sempre stato qualcuno che di cognome faceva Scarponi, Innocenzi o Gubbini. A spezzare l’oligopolio dei palii è stato nella Rivincita del 2016 Pierluigi Chicchini per il Pugilli. Ci sono volute ben quattordici Giostre per interrompere la lunghissima serie di successi dei “tre cannibali”. Ma il trionfo del Moro del Pugilli non sembra essere più un caso isolato. Ora a fargli compagnia ci sono Lorenzo Paci (Sfida, giugno 2017) e l’esperto Cristian Cordari, che domenica scorsa ha riportato un palio in piazza Garibaldi dopo 34 anni. Demerito di Innocenzi, Gubbini e Scarponi? Niente a fatto, visto che nelle ultime Quintane, a rotazione, i tre hanno lottato fino in fondo per riportare il palio per i loro rioni. Ciò significa che le asticelle della competizione e della bravura si sono alzate, portando ad avere un numero maggiore di cavalieri capaci di poter ambire al successo finale. Merito di questo aumento di qualità è sicuramente anche dei “magnifici tre”, che hanno imposto a tutti gli altri la necessità di migliorarsi giorno dopo giorno. Chi ci ha guadagnato? Senza ombra di dubbio l’intero mondo della Quintana di Foligno. Spezzare per tre Giostre consecutive la “monotonia dei soliti noti” ha portato ad una maggiore incertezza sull’esito finale, con il risultato di poter assistere ad una competizione ancor più spettacolare ed entusiasmante. Ora il lungo inverno permetterà a tutti di ricaricare le pile e mettere in archivio un 2017 che ha regalato come sempre gioie e dolori a cavalieri e quintanari dei dieci rioni. Tra la voglia di tornare a vincere e quella di riconfermarsi, lo sguardo di tutti è già proiettato a giugno 2018. Che, paradossalmente, per chi vive di Quintana non è poi così lontano…

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