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Foligno, il Tar dà ragione al Comune: niente distributore vicino alla tomba romana

Pubblicato il 20 Settembre 2017 13:37 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:44

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Il distributore non s’ha da fare. E’ questo il pronunciamento del Tar dell’Umbria, che si è espresso in merito alla diatriba scoppiata tra Comune e Soprintendenza da una parte e dalla ditta Simonetti Mario srl dall’altra. Pomo della discordia, la costruzione di una pompa di benzina lungo la Strada statale 316 che collega Foligno e Bevagna. Un’area di elevato interesse storico, visto che il distributore sarebbe dovuto sorgere a pochi metri da un monumento funebre di epoca romana e da alcuni ritrovamenti archeologici emersi negli ultimi anni. Ipotesi che aveva anche allertato i residenti di quella zona, che avevano interpellato alcune associazioni ambientaliste, facendosi sentire anche su Facebook e proponendo infine una petizione online. Nonostante l’ottenimento delle prime autorizzazioni, la realizzazione della stazione di servizio era stata bloccata dopo i vincoli imposti dalla Soprintendenza. E’ per questo che la questione è finita al Tribunale amministrativo regionale, con la sentenza della prima sezione presieduta dal presidente Raffaele Potenza dello scorso 20 giugno che è stata pubblicata lo scorso 1° settembre. A commentarla ai microfoni di Rgunotizie è il sindaco di Foligno, Nando Mismetti: “La sentenza del Tar ha dato ragione alle questioni sollevate dal Comune – afferma il sindaco – ora il tribunale ha invitato la Soprintendenza a ripristinare il vincolo e a rifare tutti gli atti. In sostanza – ha proseguito poi Mismetti – le ragioni da noi sostenute erano giuste”. Storia finita? Non proprio, visto che la ditta ora potrà appellarsi al Consiglio di Stato per far rivedere la decisione del Tar. Ma lo scorso 20 giugno è stata segnata una tappa importante, che ha visto gioire tutti coloro che hanno combattuto nel corso degli anni per far sì che l’interesse storico-artistico di quell’area prevalga.

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