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Il 2017 incorona il Sagrantino di Montefalco “vino dell’anno”

Pubblicato il 23 Dicembre 2017 10:34

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Anno di grandi riconoscimenti per il Sagrantino di Montefalco. Il Consorzio tutela vini tira le somme del 2017 e fa presente che sono più di trenta i premi e le nomination per il famoso prodotto umbro. Ricorrono, inoltre, i 25 anni della denominazione Docg, che proprio in questi mesi ha fatto il suo ingresso nella Top 100 del Wine Spectator. La prestigiosa Vini d’Italia di Gambero Rosso ha infatti premiato con 4 Tre Bicchieri il Montefalco Sagrantino, mentre la Guida Veronelli gli ha assegnato 4 Super Tre Stelle. L’Espresso, invece, lo ha incluso tra i “Vini da conservare” nella sua guida i Vini d’Italia 2017, e degni di nota sono sicuramente i 7 Cinque Grappoli di Bibenda, le 5 Quattro Viti di Vitae, le 3 Corone di Vini di Buoni d’Italia e le ben 5 Chiocciole di Slow Wine. “Un risultato significativo per il Consorzio e per l’intera filiera vinicola di Montefalco – ha dichiarato il presidente Amilcare Pambuffetti –. Questi riconoscimenti sono la prova e la conferma che l’amore per l’Umbria e il lavoro di squadra, portato avanti dai produttori per rendere il Sagrantino un vitigno amato e conosciuto a livello internazionale, ci sta portando nella direzione giusta. Oltre a essere una grande soddisfazione, questi premi rappresentano un’autentica vittoria corale”. A tutti i riconoscimenti elencati si aggiunge, come già scritto in precedenza, l’ingresso della Docg Montefalco Sagrantino nella lista dei migliori cento del mondo di Wine Spectator, per la prima volta in assoluto. La rivista americana, autentica autorità in questo ambito, per la sua Top 100 sceglie tra circa 18mila vini di tutto il pianeta che abbiano superato delle ardue selezioni. Per ultimo, ma non per importanza, va ricordato che l’Umbria è stata candidata come “Wine Region of the Year”. Secondo Kerin O’Keefe, Italian Editor di “Wine Enthusiast”, per la candidatura è stata determinante l’autenticità dell’esperienza garantita dal territorio, come nei casi di altri luoghi noti per vocazione enoturistica come la Galizia e la regione del sud-ovest della Francia.

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