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Governo partecipativo, in anteprima i risultati dell’esperimento Sant’Eraclio. GALLERY

Pubblicato il 14 Gennaio 2018 12:14

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E se l’esperienza del quartiere di Sant’Eraclio diventasse un modello da esportare? Chissà. Molto dipenderà da ciò che riusciranno a fare d’ora in avanti l’amministrazione comunale – in primis gli assessori Elia Sigismondi e Maura Franquillo – insieme ai rappresentanti delle associazioni territoriali della frazione folignate che hanno partecipato all’innovativo esperimento di governo partecipato del territorio che ha visto come regista il professore Roberto Segatori del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Ateneo perugino. DI COSA PARLIAMO? – Del progetto lanciato proprio dall’assessore Sigismondi e che è stato pensato per trovare un nuovo sistema di relazioni e interazioni tra cittadini e amministratori dopo l’addio all’esperienza delle Circoscrizioni, cancellate nel 2009 dalle leggi. Del progetto e soprattutto dei suoi risultati, si è parlato sabato 13 gennaio a Foligno, durante il convegno organizzato dall’associazione culturale “Il Baiocco” e che ha messo in fila tanti volti noti della città. Imprenditori, soprattutto edili, professionisti, mondo dell’associazionismo di categoria (tra gli altri anche il numero uno di Confcommercio Aldo Amoni, il presidente di Cna, Renato Cesca) e diversi cittadini interessati all’argomento. Tra le fila della politica, invece, vanno segnalati, oltre a Sigismondi, il sottosegretario agli Interni Gianpiero Bocci, l’assessore comunale Graziano Angeli, il presidente del consiglio comunale Alessandro Borscia, l’assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini e qualche ex amministratore (Paolo Trenta e Salvatore Stella). Prove tecniche in vista della (lunga) rincorsa alle Amministrative del 2019? Possibile. Di certo qualcuno sta scaldando i motori e chissà che, seguendo una tendenza che già è emersa in altre realtà, la strada verso il palazzo comunale non preveda la nascita di qualche movimento civico. Staremo a vedere. TORNIAMO AL CONVEGNO – E’ stato Segatori a spiegare il progetto di governo partecipato portato avanti a Sant’Eraclio come “esperimento” amministrativo per cercare di “riallacciare il rapporto tra cittadini e Comune, ricomporre un dialogo importante per le città che in questi anni stanno vivendo una disintegrazione e una parcellizzazione del tessuto sociale, lasciando un vuoto che dobbiamo colmare”, come ha spiegato l’assessore Sigismondi. Segatori, da parte sua, ha parlato del metodo utilizzato per lo sviluppo del progetto, degli incontri con i rappresentanti delle associazioni che insistono su Sant’Eraclio (“Parlare con i cittadini a caso sarebbe stato inutile”, ha detto), delle difficoltà e delle resistenze iniziali, fino ai risultati raggiunti e che per certi versi sono stati “inaspettati”. Dopo mesi di lavoro, assemblee e riunioni, infatti, Segatori e i suoi collaboratori si sono ritrovati in mano quattro punti programmatici (dalla riqualificazione e utilizzo della Casa Castellana alla revisione del traffico, dalle attività culturali fino alla questione sicurezza) e un “patto” con i cittadini che ora attendono i fatti dal Comune. RISCHIO BOOMERANG – “E’ stato un percorso eccezionale con risultati ottimi e in cui il Comune ha fatto quello che doveva fare: ascoltare – ha detto Segatori –. Ora però questo lavoro va finalizzato, altrimenti diventerà un boomenrang per la stessa Amministrazione”. Insomma, ora bisogna rimboccarsi le maniche. Le attività, volutamente “low profile”, ora dovranno portare a degli interventi evidenti. A quanto pare le premesse sono buone: sono già stati previsti degli incontri tra i tecnici del Comune, gli assessori e i cittadini per definire le attività che potranno essere eseguite a breve. Anche perché i soldi sono pochi e per questo dovranno essere scelte le priorità. Per Foligno questo “esperimento” amministrativo avviato con un soggetto “terzo” come l’Università può rappresentare un biglietto da visita luccicante, oppure un auto-sgambetto nel caso in cui agli impegni non seguiranno i fatti. Lo sa bene Sigismondi che ha puntato molto su questo progetto e ora sta già lavorando per completare l’opera. Parole di elogio – con qualche alert – sono arrivate dal sottosegretario Bocci. “I buoni propositi devono diventare buone pratiche, altrimenti si avrà un effetto opposto a quello per cui si sta lavorando – ha detto –. Uno dei più grandi limiti della pubblica amministrazione degli ultimi anni è stata l’autoreferenzialità. Progetti come questo mirano a recuperare il dialogo con i cittadini e operare quel passaggio dalla democrazia partecipata al governo partecipato che è un’esperienza fondamentale per il miglioramento della qualità amministrativa delle nostre città”.  

 

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