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Fils, lavoratori in piazza: “Mancano tre stipendi”

Pubblicato il 17 Gennaio 2018 16:07

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Mentre il processo di liquidazione della Fils va avanti, anzi – a dirla con le parole del sindaco Mismetti – si prepara addirittura “a volgere al termine”, un gruppo dei 36 lavoratori della partecipata, insieme al sindacato autonomo di Canfsal-Fesica, ha deciso di tornare a manifestare. E’ quanto accaduto nella giornata di mercoledì, con il presidio scattato già alle 9 di mattina e proseguito per gran parte della giornata. Non nella sala consiliare di palazzo comunale, come richiesto dal sindacato, ma in piazza della Repubblica. Un cambio di location, secondo quanto spiegato dal segretario provinciale di Confsal-Fesica, Carlo Ugolini, dovuto alla mancata ricezione da parte del Comune delle comunicazioni con cui il sindacato chiedeva la disponibilità dell’aula. Location a parte, però, il presidio è servito ai lavoratori ed alla Confsal-Fesica per far luce su due questioni. La prima, rilanciata nelle scorse settimane anche dalle altre organizzazioni sindacali, è quella del mancato recepimento di tre mensilità da parte dei dipendenti. La seconda, invece, riguarda la strada intrapresa dall’amministrazione Mismetti per far fronte alla vicenda Fils, con riferimento – in particolare modo – al Decreto Madia. “Mentre, infatti, il sindacato – così come spiegato da Ugolini – si appella all’articolo 25 del Decreto Madia, che prevede la creazione di un elenco di personale eccedente a livello regionale e il loro impiego in altre partecipate, il Comune ha optato per l’articolo 24, ossia per il passaggio dei dipendenti dalla Fils alle nuove aziende appaltanti”. Una scelta che, ad oggi, il sindacato autonomo non si spiega, così come non si comprende la decisione dell’amministrazione folignate di indire un nuovo bando per l’assunzione di nuovo personale impiegatizio, “quando – ribadiscono – avrebbe potuto attingere dagli amministrativi della Fils”. Ma c’è anche un’altra questione su cui la Confsal-Fesica dice di vederci poco chiaro, e cioè “come sia possibile che le nuove società appaltanti accettino di farsi carico del pregresso, e cioè del Tfr e delle mensilità mancanti”. In tutto ciò, Carlo Ugolini punta il dito anche contro il fatto che il passaggio dei lavoratori alle nuove società non sia stato concordato con le organizzazioni sindacali coinvolte. “Ci sono delle regole che vanno rispettate” sottolinea, chiedendo un cambio di passo da parte dell’amministrazione. Amministrazione che però non si è presentata all’appuntamento dato da lavoratori e sindacato. Ad ascoltarli, invece, alcune forze politiche cittadine. Anche se le risposte dovranno necessariamente arrivare dal socio unico, ossia il Comune, a cui oggi vengono chieste “certezze e non più solo speranze”.

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