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Diocesi di Susa e Caritas di Spoleto insieme per il Centro “Don Guerrino Rota”

Pubblicato il 4 Febbraio 2018 09:46

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E’ una realtà dalle tante sfaccettature, ma tutte funzionali al recupero di quelle persone che, per svariati motivi, imboccano quel pericoloso tunnel delle dipendenze. Ebbene, come se non bastassero già le già annose difficoltà economiche in cui il Ceis di Spoleto è costretto a vivere già da molto tempo, ora il presidente del Centro di solidarietà “don Guerrino Rota”, don Eugenio Bartoli, si ritrova anche con due strutture in meno rispetto alle sei alle quali tanti ragazze e ragazzi possono chiedere aiuto per uscire da quel tunnel (circa 150 attualmente). Il sisma che ha colpito duramente anche la città di Spoleto, ha reso inagibili la struttura di Terraia, sede del progetto “Osservazione e Diagnosi” e quella di Fabbreria, zona adibita a servizi a corredo dello programma progettuale. Ma in soccorso del Centro di solidarietà intitolato al suo fondatore, don Guerrino Rota, non solo è arrivata la Caritas diocesana di Spoleto-Norcia, ma anche quella Diocesi che è stata la Chiesa di origine di chi oggi guida la comunità diocesana spoletana-nursina, monsignor Boccardo, che è la Diocesi di Susa. Che hanno donato rispettivamente 10 mila e 30 mila euro funzionali all’acquistato di una casetta di legno da posizionare presso la struttura di “Maiano49”, così da poter sopperire alla carenza degli spazi in questione. E il presidente del Ceis, don Eugenio Bartoli, ringrazia il presule, monsignor Renato Boccardo, così come monsignor Alfonso Baldini Confalonieri, vescovo di Susa, e Giorgio Pallucco, direttore della Caritas diocesana di Spoleto-Norcia, per queste preziose donazioni. Ma lancia anche un appello. “Mi auguro che altre istituzioni o persone possano seguire l’esempio dell’arcivescovo al fine di reperire ancora contributi per l’acquisto di un altro manufatto da posizionare nella struttura di Fabbreria – ha tenuto a precisare don Eugenio -. Le risorse del centro non permettono di sostenere costi che vadano ad appesantire la già difficile situazione finanziaria. Comunque, il Centro di solidarietà, pur con tante difficoltà, prosegue, come fa ormai da quarant’anni, la sua attività istituzionale, ridando fiducia e speranza ai tanti giovani ospiti, alle loro famiglie e dando occupazione a 50 persone. Per me tutto ciò è motivo di soddisfazione – ha concluso – ma anche di grande preoccupazione perché sia garantito al centro il suo futuro di utilità sociale”. 

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