15.6 C
Foligno
martedì, Febbraio 24, 2026
HomeEconomiaLa Cgil in piazza a Foligno: “Occorre una nuova fase economica e...

La Cgil in piazza a Foligno: “Occorre una nuova fase economica e sociale”

Pubblicato il 23 Marzo 2018 10:23

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Foligno dice addio a Moreno Battaglia

Scompare a 67 anni una figura chiave del soccorso della Croce Bianca cittadina e inventore del ruolo del medico a bordo delle ambulanze. L'associazione: "Visionario del soccorso che ha tracciato una strada rivoluzionaria"

In arrivo 50 operatori socio-sanitari per l’Usl Umbria 2

Attivato il bando per l’assunzione di 122 professionisti che verranno messi a disposizione delle quattro aziende sanitarie regionali. Ecco come fare per partecipare

Blitz all’alba a Foligno: task force della polizia smantella rete di spaccio in centro. Sei in manette

Il gruppo aveva messo in piedi un market della droga a cielo aperto tra piazza XX Settembre e gli orti Orfini. Attivo dal mattino fino a notte fonda, riforniva la clientela di hashish e cocaina. Denunciata anche un’italiana che avrebbe offerto supporto logistico alla banda

La Cgil scende in piazza. E lo fa a Foligno, attraverso il suo patronanto, l’Istituto nazionale confederale di assistenza. L’appuntamento è per sabato 24 marzo, dalle 9 alle 13, in largo Carducci. Sarà lì che il sindacato incontrerà i cittadini, distribuendo materiale volto a far conoscere l’attività dell’Inca e la piattaforma della Cgil in materia previdenziale, ma non solo. Accanto al tema dei diritti e della tutela individuale, infatti, l’evento in programma per sabato vuole essere anche l’occasione per riflettere sui problemi sociali del territorio. “Anche nel nostro territorio – ha detto Mario Bravi, responsabile Cgil per la zona di Foligno – in questi 10 anni di crisi si sono accentuati i fenomeni di diseguaglianze e povertà, che si concentrano in due parti fondamentali della nostra popolazione: giovani e anziani. Nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni – ha proseguito – tra disoccupati e scoraggiati tocchiamo il 35,7 per cento, mentre i giovani che non studiano né lavorano sono oltre 2mila”. Passando agli anziani – oltre 3500 quelli presenti nel territorio analizzato -, Bravi parla di un “fenomeno sempre più ampio: quello della solitudine”. “Questo – ha detto – apre problemi rilevanti sul settore socio-sanitario con l’esigenza di rafforzare i servizi nelle realtà territoriali, anche con l’assistenza domiciliare integrata. Gli stessi strumenti previsti, come il reddito d’inserimento – ha sottolineato l’esponente della Cgil -, pur indicando un’intenzione positiva, sono nei fatti del tutto inadeguati alle crescenti esigenze”. Secondo quanto reso noto da Bravi, infatti, il Rei rischierebbe di interessare “solo 200 utenti rispetto ad un rischio ‘povertà’ che coinvolge oltre 6mila persone”. Da qui, dunque, la necessità di “inaugurare – queste le parole di Mario Bravi – una nuova fase economica e sociale che rimetta i diritti al centro dell’iniziativa collettiva”.

Articoli correlati