11.2 C
Foligno
sabato, Maggio 16, 2026
HomeEconomiaLa Cgil in piazza a Foligno: “Occorre una nuova fase economica e...

La Cgil in piazza a Foligno: “Occorre una nuova fase economica e sociale”

Pubblicato il 23 Marzo 2018 10:23

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

A Foligno arriva un nucleo Fs Security, è il primo in Umbria

Operativo uno staff di 10 addetti con l'obiettivo, tra gli altri, di vigilare sulle proprietà di Rfi e scongiurare atti vandalici. Ciancabilla: "Passo avanti, ma solo un punto di partenza"

Il “Nautismo” di Medorini approda a palazzo Trinci: oggi l’inaugurazione

L'artista eoliano porta a Foligno il movimento da lui ideato nel 2012 e premiato con il Leone d'Oro alla Triennale di Venezia. La mostra sarà visitabile fino al 28 giugno

Ventenne spintona un poliziotto e lo morde a un dito durante un controllo: arrestato

Il giovane faceva parte di una comitiva di sei ragazzi, fermati dagli agenti in un bar di Sant’Eraclio. Perquisiti, cinque di loro sono stati trovati in possesso di hashish, ad eccezione del ragazzo finito nei guai per resistenza e lesioni

La Cgil scende in piazza. E lo fa a Foligno, attraverso il suo patronanto, l’Istituto nazionale confederale di assistenza. L’appuntamento è per sabato 24 marzo, dalle 9 alle 13, in largo Carducci. Sarà lì che il sindacato incontrerà i cittadini, distribuendo materiale volto a far conoscere l’attività dell’Inca e la piattaforma della Cgil in materia previdenziale, ma non solo. Accanto al tema dei diritti e della tutela individuale, infatti, l’evento in programma per sabato vuole essere anche l’occasione per riflettere sui problemi sociali del territorio. “Anche nel nostro territorio – ha detto Mario Bravi, responsabile Cgil per la zona di Foligno – in questi 10 anni di crisi si sono accentuati i fenomeni di diseguaglianze e povertà, che si concentrano in due parti fondamentali della nostra popolazione: giovani e anziani. Nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni – ha proseguito – tra disoccupati e scoraggiati tocchiamo il 35,7 per cento, mentre i giovani che non studiano né lavorano sono oltre 2mila”. Passando agli anziani – oltre 3500 quelli presenti nel territorio analizzato -, Bravi parla di un “fenomeno sempre più ampio: quello della solitudine”. “Questo – ha detto – apre problemi rilevanti sul settore socio-sanitario con l’esigenza di rafforzare i servizi nelle realtà territoriali, anche con l’assistenza domiciliare integrata. Gli stessi strumenti previsti, come il reddito d’inserimento – ha sottolineato l’esponente della Cgil -, pur indicando un’intenzione positiva, sono nei fatti del tutto inadeguati alle crescenti esigenze”. Secondo quanto reso noto da Bravi, infatti, il Rei rischierebbe di interessare “solo 200 utenti rispetto ad un rischio ‘povertà’ che coinvolge oltre 6mila persone”. Da qui, dunque, la necessità di “inaugurare – queste le parole di Mario Bravi – una nuova fase economica e sociale che rimetta i diritti al centro dell’iniziativa collettiva”.

Articoli correlati