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Il manuale d’architettura del folignate Baires Raffaelli in vetta alle classifiche mondiali

Pubblicato il 14 Aprile 2018 11:20

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Il teologo e filosofo olandese Erasmo da Rotterdam, tra i moltissimi insegnamenti che ci ha lasciato ci ricorda che “le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia”. E a quanto pare questa visionaria follia ha colpito un giovane architetto folignate, Baires Raffaelli, classe 1975, che nel giro di pochi mesi si è ritrovato sugli scaffali del Moma di San Francisco, nella libreria di Helsinki, in testa alle classifiche di Amazon e tra i primi tre nelle vendite di Ibs.it, in compagnia soltanto del mago Harry Potter. Il suo libro, o manuale come preferisce chiamarlo, dal titolo “The fast guide to architectural form”, tradotto in “La guida rapida alla forma architettonica” ha avuto una storia tanto singolare quanto speciale. LA STORIA – “Questo libro nasce anni fa. Si tratta di una parte di tesi del mio dottorato di ricerca – racconta il giovane architetto –. Cosa che, all’epoca, i professori mi sconsigliarono vivamente di fare perché di solito queste operazioni, secondo il loro giudizio, si realizzano a fine carriera con un background lavorativo molto più corposo. Moltissimi insegnanti mi volevano far cambiare idea soprattutto per la tematica che andavo ad affrontare come l’architettura contemporanea che era, secondo loro, senza regole. Io invece, che credevo moltissimo in questo studio, andai avanti per la mia strada e la realizzai ma l’idea di farci un libro era ancora lontana”. La prima parte di gestazione dell’opera di Baires Raffaelli è riassunta proprio nella tenacia e nella voglia di far uscire il proprio studio nonostante le perplessità dei sui insegnanti. Ma, senza dubbio, è il come si sia arrivati alla pubblicazione di un manuale, che conta già più di 5000 copie vendute in tutto il mondo, che lo rende speciale. “In un momento di pausa dai vari lavori mi ero messo a sfogliare i miei libri in biblioteca, soffermandomi su un manuale edito da una casa editrice olandese, la Bis Publisher – spiega Raffaelli – e non so per quale motivo decisi di inviare una mail all’editore con le prime quattro pagine del mio lavoro. Oltre a ricevere una risposta celere, cosa che purtroppo non ho mai riscontrato in altre situazioni italiane, l’editore mi rispose di essere molto interessato al mio studio, ma che quattro pagine erano insufficienti. Chiaramente in una seconda mail specificai di avere più di ottanta pagine di questo particolare studio e dopo aver ricevuto le scuse dell’editore, altra cosa eccezionale secondo il mio punto di vista, mi chiese di tradurlo interamente in inglese perché interessati a pubblicarlo e a inserirlo nel proprio catalogo. Dopo un anno e mezzo dall’uscita di questo piccolo manuale sulla forma architettonica, quello che mi rende oggi più orgoglioso è tutta la storia che lo ha visto nascere e non nego che dopo il libro ho ricevuto moltissime chiamate da Università e studi tecnici per andare a discutere della mia idea. Dal Brasile, al Canada, passando all’Ucraina ho ampliato, grazie al libro, il mio bacino d’utenza e le mie conoscenze”. Baires Raffaelli con uno studio tecnico a Roma, ora insegna al Liceo artistico “Argan” e in scrivania ha già pronte due nuove idee. I PROGETTI FUTURI – “Dopo questo primo esperimento ho già in mente altre situazioni da proporre – conclude l’architetto Raffaelli – tra cui uno studio sull’accessibilità, da realizzare sempre con lo stile del mio primo libro, e quindi senza particolari numeri o dati ma più basato su slogan, disegni che possano ricordare immediatamente e visivamente a un costruttore o a un ingegnere cosa fare”.

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