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L’UmbraGroup sforna maratoneti: in quattro hanno già vinto la sfida di Antonio Baldaccini

Pubblicato il 16 Aprile 2018 11:27

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Uscire dalla propria zona di comfort per affrontare al meglio le prove che riservano la vita e il mondo del lavoro. E’ con questo messaggio che alla fine dello scorso anno Antonio Baldaccini aveva lanciato il suo guanto di sfida ai dipendenti dell’UmbraGroup. Attraverso un’iniziativa personale, il Ceo dell’azienda aerospaziale aveva promesso 200 euro ai primi cinquanta dipendenti che nel 2018 avessero completato una maratona. Una cifra simbolica, con il vero obiettivo di spronare i 705 collaboratori dell’Umbra a mettersi in gioco e confrontarsi con loro stessi. “Challenge accepted”, ovvero “sfida accettata” come direbbero gli americani. Nemmeno quattro mesi dall’inizio del nuovo anno e già in quattro hanno portato a termine i 42 chilometri di una maratona. Il primo è stato, nel mese di febbraio (Maratona di San Valentino), Daniele Frillici. Ed è proprio lui, impegnato nell’ufficio commerciale industriale dell’azienda, ad aver corso anche la Maratona di Roma di domenica 8 aprile. A seguirlo sono stati in tre. Giuseppe Biagetti (design manager prodotti industriali), Yuri Bertoli (tornitore), Francesco Biagetti (affidabilità sicurezza di volo). Missione compiuta per tutti e quattro. La sfida capitolina con i quarantadue chilometri li ha portati ad “addentare” la tanto agognata medaglia. Per Francesco, Giuseppe e Yuri è stata la prima maratona. “Facevamo sport e correvamo anche prima, ma mai ci saremmo immaginati di poter portare a termine una maratona – raccontano in coro -. A stimolarci sono state le parole di Antonio Baldaccini, che ci parla sempre di prenderci come obiettivo quello di sfidare e superare i propri limiti e così è stato”. Un’esperienza bellissima ma faticosa, come spiega Yuri: “Ho provato sensazioni uniche sotto tutti i punti di vista. E’ stata dura, ma correre in quel contesto con un’organizzazione perfetta è stato meraviglioso”. “Al traguardo ho pianto – afferma Francesco Biagetti – sembravo un bambino a cui avevano comprato un giocattolo”. Di momenti difficili comunque ce ne sono stati. Più che negli allenamenti precedenti alla gara, la sfida vera è arrivata proprio a Roma. Nessuno però ha voluto mollare: “Siamo da stimolo anche per i nostri colleghi – sottolinea Daniele Frillici -. Vogliamo far vedere che è possibile fare una maratona”. E proprio Frillici ci tiene a raccontare un particolare: “A Roma ho accompagnato un ragazzo che dopo il trentesimo chilometro ha dovuto fare i conti con i crampi e quasi non riusciva a camminare. Abbiamo quindi rallentato e affrontato la maratona nelle retrovie – spiega -. E’ lì che vedi la determinazione della gente: vedi persone che soffrono, runner che quasi stramazzano al suolo, ma vogliono finire a tutti i costi la gara. All’arrivo mi sono commosso”. Ma per i quattro maratoneti dell’UmbraGroup non finisce qui: “Già stiamo mettendo in cantiere la possibilità di farne un’altra entro l’anno. Non ci dispiace l’idea di andare a Firenze il 25 novembre…”. Domenica 8 aprile a correre i 42 chilometri è stato anche il numero uno di Umbra, Antonio Baldaccini. Non a Roma, bensì a Parigi: “Ho corso da solo, rendendo ancor più dura la sfida con se stessi – dice il Ceo -. Per me Parigi doveva essere la maratona del personal best ed invece ho dovuto gestire una crisi inaspettata”. Più che per la sua ennesima maratona portata a termine, Baldaccini è orgoglioso dei suoi collaboratori: “Vedere quattro persone a Roma tutte insieme è un bel colpo – ammette –. Su alcuni di loro non avevo dubbi, altri sono stati delle sorprese. Ho sognato Francesco Biagetti maratoneta, ma per convicerlo – scherza Baldaccini – ho iniziato a lavorare su Giuseppe”. In azienda ora tutti sembrano essere interessati a questo nuovo tipo di sfida e sta prendendo piede un movimento inaspettato. “C’è addirittura chi mi ha rivelato che vuole fare la maratona per donare in beneficenza i 200 euro – precisa Antonio Baldaccini -. Ora l’obiettivo è riuscire a far completare i quarantadue chilometri all’1% dei dipendenti di Umbra entro il 2018: ne mancano solo altri due, non è poi così impossibile…”.

 

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