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Giano dell’Umbria, la denuncia di Barbarito: “Cala la differenziata, ma aumentano i costi”

Pubblicato il 6 Agosto 2018 10:25 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:48

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Il titolo di Comune riciclone non sembra calzare più a pennello a Giano dell’Umbria. Il borgo umbro, infatti, negli ultimi anni sembra aver invertito la rotta. A denunciarlo è il consigliere comunale di Centrodestra per Giano, Jacopo Barbarito. “Nel 2017 – scrive in una nota – la raccolta differenziata nel territorio comunale di Giano è stata del 61,8 per cento (dati Arpa), quando solo nel 2013 eravamo al 70,2 per cento”. Un calo dell’8,4 per cento che fa storcere il naso all’esponente di minoranza che lamenta, tra l’altro, come a fare da contraltare si sia registrato un aumento della spesa per i cittadini. “Il costo del servizio – commenta – è lievitato del 13,5 per cento, passando da 546.737 a 624.148 euro”. Per Barbarito è evidente “il fallimento dell’amministrazione di centrosinistra, che – sottolinea – regala ai cittadini l’ecotassa regionale del 20 per cento”. Il consigliere di Centrodestra per Giano, però, non si ferma qui. “Nell’ultimo consiglio comunale – fa sapere – la maggioranza del Pd ha proposto una mozione per chiedere il riconteggio del dato del 2017, a fronte del mancato raggiungimento della soglia del 65 per cento imposta dalla Regione. Un po’ poco – lamenta – per ovviare a una situazione disastrosa”. E Barbarito si dice scettico anche per il futuro. “Nel 2018 – aggiunge – l’obiettivo regionale sarà del 72,5 per cento e, trovandoci ormai ad agosto, appare utopistico pensare di raggiungerlo”. E se per la maggioranza di governo uno dei problemi sarebbe “la scarsa cultura ambientale di alcune etnie straniere residenti sul territorio”, per l’esponente di opposizione “la verità è che in questi anni non si è puntato adeguatamente su campagne informative mirate per tutta la popolazione, non sono stati fatti sufficienti controlli e sanzionati i responsabili e non si sono ottenuti livelli di servizio adeguati da parte del gestore per le criticità del territorio, tanto più a fronte di una azienda che ogni anno vanta utili importanti e che rappresenta fornitore di servizi del Comune”. Troppo “banale e semplicistica” la motivazione data dal gruppo di maggioranza, dunque, “visto che – conclude – dal 2013 la popolazione è aumentata di circa 80 residenti e anche allora Giano era il Comune dell’Umbria con la percentuale più alta di popolazione residente non italiana”.

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