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A Cannara performance, mostre e video per la “Festa Franca”

Pubblicato il 20 Settembre 2018 14:50 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:39

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Performance, mostra, gioco. Difficile catalogare. Già, perché “Festa Franca” è un evento libero, come dice lo stesso aggettivo, libero di non essere circoscritto ad una sola espressione d’arte. Ma l’evento, che deve il titolo all’elenco dei giochi di Gargantua tratto dal ventiduesimo capitolo del romanzo cinquecentesco Gargantua e Pantagruele di Rabelais, dimostra di essere tutto fuorché statico. Alla sua seconda edizione, infatti, “Festa Franca” si rinnova e presenta due importanti novità: il tema del gioco e una new entry, la curatrice Marta Silvi. E così Cannara si prepara ad accogliere domenica prossima, 23 settembre, la Festa che animerà il borgo umbro dalle 15 alle 20. L’evento includerà una mostra, che sarà visitabile fino al 27 ottobre su prenotazione, ed un programma di performance. Gli artisti che si potranno ammirare sono Elisabetta Benassi, Thomas Braida, Giovanni de Cataldo, Adelaide Cioni, Stefano Emili, Matteo Fato, Fabio Giorgi Alberti, Myriam Laplante, Sean Lynch, Jo Melvin, Alice Schivardi, Namsal Siedlecki, Caterina Silva, Carola Spadoni, Donatella Spaziani, Ivana Spinelli. Tra i curatori partecipanti ci sono Cecilia Canziani, Carla Capodimonti, Simone Ciglia, Elisa Del Prete, Vasco Forconi, Antonio Grulli. Un team ricco in tutti i sensi. Del resto, “Festa Franca” nasce dall’intento di dare spazio non solo ad opere concluse, ma anche a quelle in fase di sperimentazione. Dei veri e propri work in progress, insomma. E allora spazio a disegno, pittura, scultura, ma anche video e performance. Ogni artista potrà scegliere di cimentarsi nella forma d’arte che predilige, o anche in quella che non ha mai sperimentato. Ma non finisce qui. Curatori e critici esterni potranno rispondere al tema lanciato dagli artisti partecipanti con un contributo scritto o ripreso da altri autori. Questi testi, una volta raccolti, saranno disponibili alla consultazione per tutto il tempo della mostra e rappresenteranno il primo nucleo della biblioteca sul “gioco”, destinato ad incrementarsi con le future edizioni della festa. Per assistere allo spettacolo, basta recarsi al Il Franca, in Via Intorno Fosso, 41, facilmente raggiungibile sia in macchina che in treno. Per informazioni, contattare i numeri 340 3837989; 328 1688775; 392 0481657.

In vista dell’evento di domenica, abbiamo intervistato anche la curatrice dell’iniziativa, Marta Silvi.

In base a quale criterio sono stati selezionati gli artisti partecipanti?

Per affinità elettive, per vicinanza di intenti e di sguardi, per somiglianza nel modo in cui ci si rivolge all’arte e dunque alla vita. Sono tutti artisti con cui ciascuno di noi aveva da tempo una grande voglia di collaborare: ci è sembrata l’occasione giusta per poter condividere insieme la costruzione di un percorso, e il piacere del lavoro di squadra. Con Adelaide e Fabio è stato un feeling istantaneo, una corrispondenza raffinata, che ci ha portato a scambi di opinioni e visioni sempre molto prolifiche. Non è stato quindi difficile partecipare anche i gusti artistici e la sensibilità comune.

Circa la novità dell’anno, potrebbe spiegarmi meglio in cosa consiste il “gioco” e l’idea di creare un primo nucleo della biblioteca della Festa Franca”? Come è nata questa idea?

Il “gioco” ha moltissime valenze e implicazioni, dal significato ludico ricreativo, legato prevalentemente alla sfera dell’infanzia, della gioia e del piacere, a quello psico- antropologico, in cui descrive stati ed evoluzioni culturali, ergendosi a metalinguaggio della società da cui deriva. Credo che attraverso il concetto di gioco, così puro e diretto, si possa arrivare a parlare di ogni sfumatura dell’esistenza umana, e non solo di quella! Adelaide, professionista del linguaggio sia verbale che visivo, ha identificato subito in questo tema una ricchezza di sviluppi enorme, tanto da renderlo il fil rougedi tutte le edizioni future. Ho quindi pensato che sarebbe stato bello quanto fondamentale allargare questo sguardo a chi l’arte non la produce, ma la studia, la traduce e la rende fruibile: curatori e critici sono perciò stati chiamati a scrivere o a suggerire testi scelti inerenti al “gioco” al fine di creare negli anni una biblioteca, arbitraria quanto unica, proprio su questo argomento.

Quali sono le aspettative e le prospettive in merito all’evento?

Ci aspettiamo innanzitutto tanta partecipazione. La mostra sarà una festa, e una festa senza invitati non avrebbe senso alcuno! Ci auguriamo che l’energia positiva con cui abbiamo lavorato fino a ora arrivi come un’onda sul pubblico e lo ubriachi a sua volta. La prospettiva è quella di ripetere a cadenza annuale questo evento e renderlo un appuntamento irrinunciabile all’inizio della stagione espositiva!

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