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Spello, dopo Porta Borgo San Sisto tocca all’Anfiteatro romano e alle mura urbiche

Pubblicato il 29 Ottobre 2018 14:39 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:32

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Duecentocinquantamila euro per riappropriarsi di uno degli snodi più belli di Spello. E’ stata inaugurata sabato scorso Porta Borgo San Sisto, risalente all’epoca romana e facente parte dell’impianto originale della cinta augustea di Spello. Al taglio del nastro della porta, un bene di notevole pregio storico-architettonico, erano presenti il sindaco Moreno Landrini, l’assessore regionale Fernanda Cecchini e l’archeologa Gabriella Sabatini, responsabile per Spello della Soprintendenza Archeologica dell’Umbria. L’intervento, è stato finanziato per l’80 per cento dalla Regione Umbria tramite il Pos Fesr 2007-2013 e per la parte restante dal Comune di Spello. I lavori hanno permesso la riapertura della porta e la costruzione di un collegamento tra l’area della Villa dei Mosaici di Spello e quindi via Sant’Anna con i vicoli di Via Borgo San Sisto, riattivando anche l’ingresso dell’ormai perduta chiesa di San Sisto. “Il recupero di Porta Borgo San Sisto è un ulteriore elemento di valorizzazione della città di Spello – ha commentato il sindaco Landrini durante la cerimonia -. L’intervento complessivo ha permesso di integrare gli accessi alla città, consentendo l’ingresso a percorsi pedonali unici e particolarmente suggestivi come i vicoli fioriti di Borgo San Sisto e quelli limitrofi alle mura urbiche, avvicinando alcuni luoghi, monumenti e opere d’arte dalla straordinaria bellezza”. Ora in cantiere ci sono altri due importanti interventi già finanziati tramite il Psr che partiranno nel 2019, ovvero il primo stralcio del restauro del tratto di mura urbiche che vanno dalla torre di Santa Margherita (sede fondazione Sinisca) fino a Porta Venere e il primo stralcio dell’Anfiteatro romano, uno dei capolavori romani presenti a Spello testimone del periodo glorioso della Colonia Iulia. Porta Borgo San Sisto prende il nome dalla perduta chiesa medievale di San Sisto, risalente all’epoca romana come emerse dagli scavi condotti nel 1987 per il restauro delle mura. In quell’occasione, vennero rimesse in luce le fondazioni con il piano stradale e i piedritti, gli elementi architettonici verticali portanti, fino all’imposta dell’arco medievale. I materiali utilizzati per l’opera di recupero e di restauro, sono compatibili con i manufatti storici, il tutto in stretta sinergia con le Soprintendenze dell’Umbria.

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