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Decreto sicurezza, la Regione chiama la Consulta. Da Foligno: “Nessuno finirà in strada”

Pubblicato il 8 Gennaio 2019 11:23

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Dopo i sindaci, anche le Regioni combattono il decreto Sicurezza. Il provvedimento voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e che rischia di lasciare in strada centinaia di immigrati, ha visto negli scorsi giorni la levata di scudi da parte di numerosissime città d’Italia. Tra le prime a lanciare l’allarme su quelli che potrebbero essere gli effetti del decreto Sicurezza, anche il Comune di Foligno. Già lo scorso 4 dicembre Nando Mismetti si era detto preoccupato per i provvedimenti del Governo in tema di immigrazione. Una preoccupazione alla quale era seguito anche un incontro con i responsabili delle realtà che si occupano di accoglienza sul territorio per capire come poter affrontare la questione. Proprio negli scorsi giorni, il sindaco folignate aveva annunciato ai microfoni di Radio Gente Umbra l’intenzione da parte del Comune di non voler lasciare nessuno in strada: “L’accordo preso con le associazioni della nostra città è quello di non lasciare in strada nessuno – aveva commentato il primo cittadino -. Quando si verificheranno concretamente le situazioni, con una collaborazione tra le varie realtà, daremo la risposta necessaria”. Sostegno arriverà anche dalla Regione, visto che palazzo Donini si è detto pronto a “sostenere anche le azioni legali intraprese dai sindaci, mediante gli opportuni strumenti giuridici a disposizione”. Da qui l’intenzione dell’Umbria di ricorrere alla Corte costituzionale per verificare la legittimità del Decreto sicurezza. Faranno lo stesso anche Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte. “Le misure intraprese – ha commentato a riguardo la governatrice Catiuscia Marini – sono in continuità con la tradizione millenaria di civiltà del popolo umbro. Questa è la terra di San Francesco e San Benedetto, è la terra della spiritualità che si è fatta accoglienza”. La Giunta regionale ha inoltre deliberato di avviare il percorso per l’approvazione di un disegno di legge “salva-regolari” che mantenga inalterati,  a garanzia di tutta la comunità regionale e in attesa del giudizio della Corte, i diritti sociali ed umani garantiti nel territorio regionale a quegli stranieri entrati regolarmente in Italia e che ora sono stati privati delle proprie legittime aspettative dal Decreto sicurezza.

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