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Foligno, il futuro delle ex Ogr è in bilico: “Investimenti o sarà chiusura”

Pubblicato il 12 Aprile 2019 14:22 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:04

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Investimenti strutturali e nuove assunzioni, altrimenti sarà chiusura. E’ questa, in estrema sintesi, la situazione descritta da sindacati e lavoratori in merito al futuro delle Omcl di Foligno, quelle che un tempo erano le Officine grandi riparazioni. Lo storico stabilimento cittadino rischia di morire se non verranno adottate al più presto delle soluzioni, come annunciato dalle segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uil trasporti. I sindacati, insieme alle rsu e ai lavoratori hanno manifestato di fronte ai cancelli delle ex Ogr, pronti a passare anche ad un vero e proprio sciopero qualora dall’incontro nazionale del prossimo 18 aprile non dovessero emergere novità da parte di Trenitalia. “A livello ferroviario – spiega Ivano Bruschi della Filt Cgil – questa città ha perso oltre 1800 posti di lavoro dagli anni Ottanta ad oggi. Oggi siamo più o meno in seicento ferrovieri: chiediamo un’iniezione di organico che possa permettere a questo impianto di sopravvivere o altrimenti sarà chiusura. In questi anni la politica ha smesso di discutere di lavoro e chiediamo a tutti, in modo trasversale, di centralizzare la questione delle Omcl”. Sindacati e lavoratori chiedono soprattutto migliorie strutturali, visto che attualmente lo stabilimento di Foligno può essere utilizzato solamente per riparare locomotori. Ma da qui a qualche anno questo tipo di rotabile ferroviario è destinato a scomparire, per essere interamente sostituito da treni monoblocco. Allo stato attuale, le Omcl non potrebbero quindi ospitare questo nuovo tipo di mezzi, a meno che l’azienda non decida di effettuare degli interventi utili a rendere i reparti folignati ancora funzionali. Su questo fronte però, le risposte tardano ad arrivare. Da qui tutta la preoccupazione dei dipendenti, costretti già a lavorare – secondo le rsu – con un organico sottodimensionato di almeno venti unità e con nuovi pensionamenti in vista. Avviata la procedura di raffreddamento da parte dei sindacati, che ora attendono risposte dai vertici nazionali. Ma a preoccupare sono anche tutte le lavorazioni in appalto, con ditte che hanno presentato offerte con un ribasso di oltre il 40 per cento: “Tutto questo – spiegano i sindacati – comporterà meno ore di lavoro con conseguenti problemi sociali”. Fuori dai cancelli delle ex Ogr serpeggia anche un sospetto rispetto ai fondi stanziati dall’azienda per garantire l’autonomia energetica dell’impianto. “A cosa serve essere indipendenti energeticamente – sottolinea Sergio Lombardi della Uil trasporti – se questo processo non viene supportato da investimenti in termini di personale e lavorazione? Non vorrei – conclude Lombardi – che ciò sia fatto in un’ottica di dismissione per creare, quindi, una base di maggior profitto per una futura vendita”. Sulla questione è intervenuto anche il candidato sindaco del centrosinistra, Luciano Pizzoni: “Non possiamo aspettare il 26 maggio per metterci a lavoro – ha detto Pizzoni attraverso una nota -. Questa battaglia va fatta subito. Organizzeremo un incontro con tutte le segreterie delle organizzazioni sindacali per trovare delle soluzioni e sostenere, fin da ora, la loro mobilitazione”.

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