Dichiarato lo stato di agitazione degli agenti del Commissariato di Foligno. A comunicare la decisione il Siap (Sindacato italiano appartenenti di polizia) che, ancora una volta, ha denunciato gravi carenze di organico “al di sotto delle peggiori aspettative”.
Una situazione nonostante la quale “l’amministrazione (della Questura, ndr), come se nulla fosse, continua a pretendere lo svolgimento di tutti i servizi e delle attività nonostante negli anni si sia perso quasi il 40% della forza. Un taglio – spiegano dal sindacato – al quale vanno aggiunte le perdite del personale civile all’Interno, i cui compiti oggi vengono svolti dai poliziotti”.
Carenze che erano già state denunciate dal Siap lo scorso agosto quando il sindacato aveva lamentato come neanche uno dei 16 neo agenti usciti dal 233esimo concorso fosse stato affidato a Foligno. Allarme cui si era aggiunto, poco dopo, quello lanciato dal Silp Cgil che aveva denunciato una carenza di personale, tale da provocare “inevitabili, gravi e frequenti ripercussioni sull’efficienza dei basilari servizi demandati alle Forze di polizia, come ad esempio il controllo del territorio, la vigilanza delle principali arterie stradali e delle stazioni, le pratiche amministrative, come passaporti, licenze di porti d’arma, permessi di soggiorno, nonché la gestione dell’ordine pubblico”.
Attualmente i dipendenti in forza al Commissariato di Foligno ammontano a 37, più due del personale civile dell’Interno, contro i circa 50 impiegati che dovrebbero essere assegnati a una città che conta 55mila abitanti come quella di Foligno, appunto. Ma il depauperamento dell’organico, “è un processo che viene da lontano – spiegano ancora dal sindacato -, anni di pensionamenti mai sostituiti e trasferimenti non avvicendati che hanno eroso la consistenza organica di tutti i ruoli”.
Mancanze che si riversano a cascata sia sul controllo del territorio che “sull’attività info-investigativa e per i servizi all’utenza. Foligno – denunciano – è la terza città dell’Umbria per numero di abitanti e dove si registra la presenza di una microcriminalità diffusa con una crescente percezione di insicurezza, la sequenza di rapine perpetrate nelle ultime tre settimane ne è l’esempio lampante, eppure dalla Questura si continua a chiedere personale per i servizi di ordine pubblico fuori sede”.
In aggiunta alle attività volte al controllo del territorio e al contrasto alla criminalità, inoltre, il personale deve occuparsi anche del rilascio di documenti. “Il Commissariato di Foligno – specificano dal Siap – è in provincia quello con il maggior numero di richieste per licenze, passaporti e permessi di soggiorno”.
Una situazione a fronte della quale i dipendenti folignati registrano un forte “malumore”, visto che da troppo tempo sono chiamati “a fronteggiare le gravi carenze di organico con fitti turni di straordinario, con continue variazioni di turno e, addirittura, accumulando ferie anche di quattro o cinque anni prima”.
Condizioni di lavoro alla luce delle quali, come detto, a seguito dell’assemblea sindacale del 17 settembre scorso, è stato dichiarato lo stato di agitazione “che porterà ad aprire con l’amministrazione una complessa vertenza sulla gestione del personale”. Vertenza intrapresa visto che “nessuna delle istanze” rivendicate dal sindacato “è stata tutt’ora accolta”.



















