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Abusi edilizi a casa del sindaco? La richiesta: “Vogliamo spiegazioni”

Pubblicato il 2 Ottobre 2019 17:21 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:31

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Il consiglio comunale nella seduta del 23 giugno scorso ha approvato la misura che permette a chi ha accumulato debiti con l'Agenzia delle entrate tra il 2000 e il 2023 di saldare soltanto l'importo originario.

Foligno in Comune punta il dito contro il sindaco Zuccarini. Il movimento politico, espressione delle forze di sinistra che aveva preso parte all’ultima tornata elettorale, accende i riflettori su un’ordinanza pubblicata nell’Albo pretorio del Comune.

Al centro della vicenda la rilevazione, che porta la data del 26 giugno scorso, di “opere edilizie in difformità dal titolo abilitativo”, “ovvero lavori edili non autorizzati – si legge in una nota – effettuati nella casa di proprietà del primo cittadino”. “Sappiamo che l’infrazione è avvenuta – commentano da Foligno in Comune – ma a distanza di più di un mese non ne conosciamo i dettagli o l’entità”. Ecco perché dal movimento politico chiedono chiarimenti. Delucidazioni che il sindaco Zuccarini deve – rilanciano da Foligno in Comune – a cittadini e cittadine, visto la sua elezione risulterebbe antecedente ai fatti. La richiesta, dunque, è alla chiarezza sia su quanto avvenuto, che la spiegazione in cosa consistano le opere realizzate senza autorizzazione.

Secondo quanto dichiarato, inoltre, “per la casa in questione il sindaco ha richiesto e ottenuto i contributi regionali stanziati per la ricostruzione a seguito del sisma del ’97”. “Contributi che dovranno quindi essere restituiti?” si interroga Foligno in Comune. E la replica del primo cittadino non si è fatta attendere. Intervistato da Il Messaggero, Stefano Zuccarini ha consigliato seccamente una lettura approfondita degli atti.

Che basti questo a placare gli animi? Difficile, anche perché – così come affermato dal movimento espressione delle forze di sinistra – è “dovere di un rappresentante della nostra città dare conto delle proprie azioni anche quando potrebbero essere semplicemente fraintese, ma senza dubbio è un dovere farlo quando vi è un atto pubblico che certifica un’avvenuta irregolarità. Pensiamo – concludono dunque da Foligno in Comune – che il minimo che il sindaco della nostra Foligno possa fare sia rispondere pubblicamente a queste semplici domande e fugare ogni dubbio sulle proprie azioni”.

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