8.3 C
Foligno
domenica, Novembre 1, 2026
HomeCronacaMezzo miliardo di fatture false, guadagni per 80 milioni: indagato 50enne di...

Mezzo miliardo di fatture false, guadagni per 80 milioni: indagato 50enne di Foligno

Pubblicato il 18 Febbraio 2020 17:56 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:05

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Non c’è alternativa a Babbi-gol: il Foligno schianta il Senigallia e vola al quarto posto

I Falchetti rialzano la testa dopo la sconfitta di L'Aquila con una grande prestazione che gli permette di restare ancorati alla vetta. A seguito delle polemiche settimanali Di Loreto si dimostra trascinatore dei suoi

UmbraGroup si espande a Spello: acquisito un nuovo sito tecnologico da 35mila metri quadri

L'investimento dell'azienda servirà ad accogliere le attività di progettazione e produzione avanzata di Era Electronic Systems. Il Ceo, Matteo Notarangelo: "Un passaggio che rafforza le nostre capacità industriali nei settori dell'aerospazio, della difesa e della robotica".

Al Cnos Fap arriva Nonna Iside per “Oggi cucino io”

Il 5 novembre alle 10 sarà ospite d'eccezione alla "Casa del ragazzo" la celebre cuoca influencer bevanate che metterà le mani in pasta con i giovani allievi dell'istituto

Associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità finalizzata alla frode fiscale e riciclaggio di denaro. Sono queste le accuse nei confronti di ventidue arrestati (17 in carcere e 5 ai domiciliari), per un totale di ottantasei indagati, nell’operazione che a Brescia ha portato la Guardia di finanza guidata dal colonnello Salvatore Russo a scoprire una maxi evasione fiscale. A finire nella rete dell’inchiesta della procura bresciana c’è anche un cinquantenne di Foligno. Secondo gli inquirenti, il folignate avrebbe aperto un conto corrente in una banca croata, provando a trasferirvi i proventi riguardanti fatture false e crediti fittizi. L’inchiesta è partita da uno studio di un commercialista bresciano, per poi espandersi tra il nord ed il centro Italia. E’ all’interno del “laboratorio” bresciano che venivano creati dei “pacchetti evasivi”. Nel complesso, il guadagno del sodalizio si attesterebbe intorno agli 80 milioni di euro, con l’emissione fatture false per 500 milioni di euro tra operazioni inesistenti e crediti fiscali fittizi. I soldi della frode finivano all’estero: oltre la Croazia, c’erano anche l’Ungheria e la Slovenia tra le mete scelte dagli imprenditori e dai professionisti coinvolti nell’inchiesta. L’operazione denominata “Evasione continua”, ha portato inoltre al sequestro di oltre due milioni di euro. Tra le finalità del sodalizio, c’era quella di “produrre” servizi tributari illeciti, attraverso centinaia di società “di comodo” (sia nazionali che estere) e prestanomi. Lo scopo prioritario era la produzione di crediti fittizi (da utilizzare indebitamente in compensazione), nonché di fatture per operazioni inesistenti. La seconda finalità era quella di vendere tali “servizi” attraverso una rete di distribuzione. I “colletti bianchi” individuavano i soggetti a cui “piazzare” i loro “prodotti” attingendo tra gli imprenditori loro clienti desiderosi di abbattere le imposte. La terza finalità consisteva nello sviare eventuali attività di controllo, attraverso il “traffico di influenze illecite” e le intimidazioni ad eventuali soggetti che volessero collaborare con la Guardia di Finanza. Ultimo scopo del sodalizio era quello di ripulire il denaro frutto dell’evasione fiscale, immettendolo nel mercato e trasformandolo in “potere d’acquisto” apparentemente lecito da reinvestire in nuove attività.

Articoli correlati