13.4 C
Foligno
venerdì, Maggio 15, 2026
HomeCronacaMezzo miliardo di fatture false, guadagni per 80 milioni: indagato 50enne di...

Mezzo miliardo di fatture false, guadagni per 80 milioni: indagato 50enne di Foligno

Pubblicato il 18 Febbraio 2020 17:56 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:05

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Maltrattamenti e stalking sulla ex 15enne: contestata anche la violenza sessuale al fidanzato 18enne

La Procura di Spoleto ha chiesto il rito immediato per il giovane già ai domiciliari, mentre la difesa punta sull’abbreviato condizionato. L’avvocato della vittima: “La mia assistita vive nel terrore di doverlo incontrare e che possa farle ancora del male”

Quintana, manca sempre meno: sabato le prove ufficiali

Cavalieri e cavalli testeranno l’otto di gara il prossimo 16 maggio in vista della Giostra dell’ottantennale in programma per il 30 maggio e per la Sfida del 13 giugno. Previste modifiche alla viabilità

Nuove frontiere per l’emergenza medica: Foligno ospita il Congresso nazionale sul triage

L’appuntamento è per venerdì 15 maggio a palazzo Trinci, dove si confronteranno esperti di fama nazionale. Tra gli aspetti analizzati i protocolli clinici, le nuove tecnologie, la formazione del personale e le sfide etiche e gestionali

Associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità finalizzata alla frode fiscale e riciclaggio di denaro. Sono queste le accuse nei confronti di ventidue arrestati (17 in carcere e 5 ai domiciliari), per un totale di ottantasei indagati, nell’operazione che a Brescia ha portato la Guardia di finanza guidata dal colonnello Salvatore Russo a scoprire una maxi evasione fiscale. A finire nella rete dell’inchiesta della procura bresciana c’è anche un cinquantenne di Foligno. Secondo gli inquirenti, il folignate avrebbe aperto un conto corrente in una banca croata, provando a trasferirvi i proventi riguardanti fatture false e crediti fittizi. L’inchiesta è partita da uno studio di un commercialista bresciano, per poi espandersi tra il nord ed il centro Italia. E’ all’interno del “laboratorio” bresciano che venivano creati dei “pacchetti evasivi”. Nel complesso, il guadagno del sodalizio si attesterebbe intorno agli 80 milioni di euro, con l’emissione fatture false per 500 milioni di euro tra operazioni inesistenti e crediti fiscali fittizi. I soldi della frode finivano all’estero: oltre la Croazia, c’erano anche l’Ungheria e la Slovenia tra le mete scelte dagli imprenditori e dai professionisti coinvolti nell’inchiesta. L’operazione denominata “Evasione continua”, ha portato inoltre al sequestro di oltre due milioni di euro. Tra le finalità del sodalizio, c’era quella di “produrre” servizi tributari illeciti, attraverso centinaia di società “di comodo” (sia nazionali che estere) e prestanomi. Lo scopo prioritario era la produzione di crediti fittizi (da utilizzare indebitamente in compensazione), nonché di fatture per operazioni inesistenti. La seconda finalità era quella di vendere tali “servizi” attraverso una rete di distribuzione. I “colletti bianchi” individuavano i soggetti a cui “piazzare” i loro “prodotti” attingendo tra gli imprenditori loro clienti desiderosi di abbattere le imposte. La terza finalità consisteva nello sviare eventuali attività di controllo, attraverso il “traffico di influenze illecite” e le intimidazioni ad eventuali soggetti che volessero collaborare con la Guardia di Finanza. Ultimo scopo del sodalizio era quello di ripulire il denaro frutto dell’evasione fiscale, immettendolo nel mercato e trasformandolo in “potere d’acquisto” apparentemente lecito da reinvestire in nuove attività.

Articoli correlati