13.3 C
Foligno
venerdì, Febbraio 27, 2026
HomeCronacaEmergenza Covid, sindacati contro l’Usl 2 nella riorganizzazione dell’ospedale di Foligno

Emergenza Covid, sindacati contro l’Usl 2 nella riorganizzazione dell’ospedale di Foligno

Pubblicato il 8 Ottobre 2020 17:32 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:15

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Riorganizzazione degli uffici comunali: cosa cambia dal primo marzo

La giunta Zuccarini ha approvato il nuovo organigramma, il funzionigramma e il quadro degli incarichi di elevata qualificazione dell’Ente. Rideterminata anche la la dotazione organica

Vertice fallito tra sindacati e Comune: dipendenti pronti allo sciopero

Esito negativo per l'incontro in prefettura convocato per il tentativo di conciliazione tra le parti. Rsu e organizzazioni sindacali: "Nei prossimi giorni ulteriori iniziative per riportare la gestione della vertenza su un piano di responsabilità"

Foligno, furgone contro bici: 53enne ricoverata in gravi condizioni

Nello scontro la donna ha riportato un trauma cranico e si trova ora ricoverata nel reparto di rianimazione del “San Giovanni Battista”. L’incidente nel primo pomeriggio di giovedì: sul posto i carabinieri che dovranno ora ricostruire la dinamica di quanto accaduto

Cgil, Cisl e Uil contro l’Usl Umbria 2 nella gestione della nuova emergenza Covid. Le tre sigle sindacali esprimono, infatti, forte preoccupazione per le modalità con le quali l’azienda sanitaria locale si sta riorganizzando per affrontare la nuova ondata di contagi.

Il riferimento è, in particolare, all’ospedale di Foligno “dove – denunciano -, in assenza di qualsiasi informativa sindacale e senza alcun preavviso, si starebbe riaprendo nuovamente un reparto Covid, sguarnendo gli altri di personale ed attrezzature”, ma non solo. Contestata, infatti, anche la scelta “di collocarlo – proseguono Cgil, Cisl e Uil – in modo incomprensibile al terzo piano, in mezzo agli altri reparti e lontano dalle altre aree comunque esposte al Covid”.

Una decisione che per le tre sigle sindacali rischia di “mandare nuovamente in tilt i servizi ordinari”. Accanto alla gestione dell’emergenza, infatti, per i sindacati è necessario garantire anche tutti gli altri servizi. “Non si muore di solo Covid, purtroppo – affermano -. Ci domandiamo se il livello generale di salute della popolazione non sia già significativamente peggiorato in questi mesi, soprattutto tra le fasce economicamente più deboli che non hanno avuto modo di pagare per prestazioni sanitarie difficili da ottenere dalla sanità pubblica. Ulteriori ritardi sarebbero fatali – ribadiscono, quindi, i sindacati – e l’impressione che abbiamo è che questa nuova fase sarà molto più difficile da gestire rispetto alla precedente”.

L’auspicio, dunque, è che arrivino chiari segnali da parte delle istituzioni “con investimenti ed interventi concreti, utili a garantire che la sanità pubblica sia messa in condizione di tutelare fino in fondo la salute di tutta la popolazione”. “Non vogliamo credere – dicono Cgil, Cisl e Uil – che l’obiettivo, più che la tutela della salute della collettività, sia quello di affossare la sanità pubblica, visti gli enormi spazi di profitto che si stanno creando per i privati”. Per le tre sigle sindacali, dunque, occorre agire e farlo bene, perché – spiegano – “questa volta non è ammesso sbagliare”, considerato “tutto il tempo che c’è stato per analizzare le criticità e pianificare le soluzioni”.

Tra le richieste avanzate, il potenziamento degli organici con assunzioni straordinarie e la riorganizzazione delle strutture per garantire la sicurezza di utenti e lavoratori. “Le nostre richieste di ricevere dati trasparenti e completi sulla situazione sono cadute nel vuoto hanno concluso – così come non abbiamo avuto risposta alla richiesta, fatta anche negli scorsi giorni, di un confronto urgente sulla difficile situazione in atto”.

Articoli correlati