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Il Consiglio di Stato ribalta tutto: asili e materne resteranno chiuse

Pubblicato il 15 Febbraio 2021 17:25 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:48

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Dopo la protesta in Comune i genitori lanciano una petizione a sostegno dei nidi

La raccolta firme è stata diramata nella serata di ieri e ha già superato le 600 adesioni. “È fondamentale che l’amministrazione prenda atto dell’importanza della situazione e agisca prontamente”

Nel giro di 48 ore cambia tutto. Sabato la sentenza del Tar Umbria che accoglieva il ricorso di alcuni genitori per la riapertura di nidi e scuole dell’infanzia. Lunedì la decisione del Consiglio di Stato, che ha recepito il ricorso della Regione Umbria a conferma delle chiusure. In mezzo i sindaci umbri dei comuni “zona rossa” che, in ordine sparso, avevano prolungato in alcuni casi la chiusura delle scuole e, in altri, scelto di riaprirle. Così asili nido e scuole materne rimarranno chiuse fino al 21 febbraio – qualora non ci fossero ulteriori proroghe – in tutti quei Comuni in cui i sindaci avevano scelto di estendere lo stop alle lezioni a tutti i plessi scolastici oltre alle primarie e alle secondarie. Provvedimenti che recepivano l’ordinanza della governatrice umbra Donatella Tesei dello scorso 8 febbraio, dove veniva istituita nel perugino e in alcuni comuni del ternano la “zona rossa”. Così come spiegato dalla stessa Regione Umbria, i giudici amministrativi di secondo grado hanno affermato che, in merito alla salute pubblica, “è consentita l’adozione di misure regionali restrittive e che vi era l’esigenza, evidenziata dalla cabina di regia nazionale, di rafforzare tali misure nelle zone più a rischio per la presenza comprovata di varianti del virus”. Misure che vanno nella direzione di “assoluta necessaria precauzione rispetto al contagio e alla necessità di non interrompere il piano vaccinale”, nonché in considerazione che le conseguenze sulla sfera lavorativa per le famiglie sono, come si legge, “largamente mitigate se non del tutto eliminate per effetto del sostegno economico riconosciuto alle famiglie interessate per l’accudimento dei figli”, il cosi detto bonus baby sitter della Regione Umbria. La decisione è stata resa nota dalla Regione a tutti i sindaci dei territori interessati dal provvedimento (tutti comuni della provincia di Perugia oltre ad Amelia e San Venanzo).

Fabio Luccioli
Fabio Luccioli
Direttore di Radio Gente Umbra e Gazzetta di Foligno

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