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Sindacati e imprenditori chiedono il Parco delle Scienze e delle Arti

Pubblicato il 14 Aprile 2021 10:45 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:31

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Investire i fondi del Recovery Plan destinati allo sviluppo del territorio nel progetto del “Parco delle Scienze e delle Arti” nell’area dell’ex Zuccherificio di Foligno. È quanto chiedono sigle sindacali ed associazioni imprenditoriali locali che, in una nota congiunta, avvertono come sia “assolutamente necessario che tal progetto venga indicato come prioritario, sia dal Comune di Foligno che dalla Regione Umbria”. A spiegare lo stato delle cose sono proprio Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confapi, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Legacoop e Confcooperative.

Realtà più disparate che, sin dai primi mesi del 2019 ed insieme anche a diversi Comuni del territorio, si sono più volte riunite al Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno con l’obiettivo di individuare progetti di sviluppo. “Tra i progetti esaminati fino allo scoppio della pandemia – si legge nella nota diramata da sindacati ed associazioni – c’era, appunto, anche quello del ‘Parco delle Scienze e Delle Arti, Vision, lo sguardo dell’uomo sulla Natura’. Lo stesso – continuano – rispetto cui erano e sono disponibili studio scientifico e progetto di fattibilità, redatti da 22 scienziati incaricati proprio dal Laboratorio di via Isolabella”. Il progetto, stando a quanto si apprende, era stato finanziato con un contributo di circa 170mila euro dal Miur e con uno ulteriore di 40mila euro dal Comune folignate e dallo stesso Laboratorio di Scienze Sperimentali. “Si tratta di un progetto – puntualizzano poi – che rientra pienamente in almeno 5 delle 6 missioni previste per l’attuazione Recovery Plan, da scuola e formazione dei giovani, a transizione ecologica, digitalizzazione e innovazione, passando per salute, sviluppo di turismo sostenibile e di qualità”.

Oltre a spiegare come il progetto corrisponda anche alle linee di risanamento di aree urbane degradate e alla rivitalizzazione dei centri storici, forze sindacali ed associazioni passano in rassegna tutti gli altri benefici che il Parco delle Scienze e delle Arti porterebbe con sé. “Si potrà migliorare l’immagine di un’intera città – osservano i firmatari -, incidendo sulla crescita sociale ed economica. Così come – aggiungono – su quella occupazionale, offrendo possibilità per decine di giovani laureati”. Partendo poi dal fatto che si tratti di uno dei pochissimi progetti frutto di un’ampia concertazione e pienamente condiviso anche da palazzo Orfini Podestà, i promotori evidenziano, infine, come sia urgente sviluppare un’azione corale da parte di soggetti economici, sociali, politici ed istituzionali. “Importante, questa, – concludono sindacati ed associazioni – per sensibilizzare i ministeri competenti ed urgente in virtù del fatto che manca meno di un mese all’invio del progetto alla Commissione europea”.  

SCHEDA DI PROGETTO – Solo per la costruzione, il “Vision, lo sguardo dell’uomo sulla Natura” nell’area dell’ex Zuccherificio è un progetto che rappresenta un valore di oltre 20 milioni di euro e che darebbe lavoro, come detto, ad un’ingente mole di imprese e lavoratori. I costi del personale, previsti per la dimensione della superfice utile di 5mila metri quadrati, sono di un milione di euro, con un’occupazione di 33 persone, di cui l’80% laureate. Il potenziale bacino di utenza, si legge poi nelle carte, è stimato intorno ai 150mila visitatori l’anno. Gli stessi che potranno accedere ad una struttura avveniristica, con la parte esterna ispirata per forma alle evoluzioni del Dna. Un edificio completamente autosufficiente dal punto di vista energetico che ospiterà, tra le altre cose, laboratori scientifici e di ricerca e sale polivalenti per ospitare eventi. Tutto ciò che concorre alla mission del Parco, ovvero la diffusione dello studio e delle conoscenze sul metodo scientifico.

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