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Variante Delta al 67% in Umbria. Impennata di contagi tra giovani: “Senza vaccino casi triplicati”

Pubblicato il 29 Luglio 2021 12:16 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:06

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In Umbria la media mobile dei contagi sta aumentando, ma negli ultimi giorni si assiste ad un plateau della curva. Nero su bianco, i dati dei grafici e delle curve presentati dal Nucleo epidemiologico dell’Umbria fotografano l’attuale situazione in regione legata alla pandemia. Al 15 luglio scorso, i dati del sequenziamento dei tamponi hanno scovato la variante Delta nel 67,3% dei casi, mentre in 23,1% test è saltata fuori la variante Alfa. Insomma, quella proveniente dall’India oramai è la variante predominante anche in Umbria, capace di portare l’Rt anche intorno a 4. 

I VACCINI FUNZIONANO – Ad oggi l’indice di contagiosità è sceso poco sotto 2, ma dimostra come la variante Delta abbia sprigionato il suo effetto anche in regione. “Questi dati – spiega il dottor Marco Cristofori del Nucleo epidemiologico – ci dimostrano che il vaccino protegge non soltanto dalle complicazioni più gravi dell’infezione, ma anche dal contagio stesso. Senza i vaccini, ora l’Rt sarebbe a 6 anziché a 2 e avremmo oltre 400 casi invece di 100”. Una tesi sposata anche dal commissario straordinario, Massimo D’Angelo: “Se incrociamo i dati dei sequenziamenti con quelli dell’incremento dell’incidenza e la pressione sugli ospedali, ci rendiamo conto che il vaccino ha una sua notevole efficacia. Se parametriamo questa con le precedenti fasi pandemiche – prosegue D’Angelo -, attualmente non c’è lo stesso impatto sugli ospedali”.

DISTRETTI – In Umbria l’incidenza ogni 100mila abitanti è del 59,07, ma ci sono distretti che si avvicinano o superano i 100 casi. Si tratta della Media valle del Tevere (118,54), del Trasimeno (99,13) e dell’Alto Tevere (94,92). Nel distretto di Foligno attualmente ci sono 32,15 casi ogni 100mila abitanti. I focolai partono soprattutto dai giovani tornati dai luoghi di vacanza. L’età mediana, che nelle precedenti ondate del virus si era mantenuta intorno ai 46/47 anni, ora è scesa gradualmente e a luglio è intorno ai 20 anni. Ed i grafici proposti dal Nucleo epidemiologico lo confermano. 

IMPENNATA NEI GIOVANI – Le curve per fasce d’età crescono esponenzialmente quando si tratta dei ragazzi dai 14 ai 18 anni e tra i 19 e i 24 anni e superano addirittura i 300 casi ogni 100mila abitanti. “I ragazzi girano maggiormente, c’è una percezione più bassa del rischio e non sono vaccinati – spiega la dottoressa Carla Bietta del Nucleo epidemiologico regionale -. L’età media di chi invece è in ospedale è superiore ai 60 anni nel 60% dei casi”. Questo, per gli esperti umbri, a dimostrazione che le persone più avanti con l’età vengono contagiate in famiglia dai loro parenti più giovani. Cresce nell’ultimo periodo anche il rapporto positivi-tamponi, ora al 5,16 (qualche settimana fa si era vicini allo zero). Ricoveri e terapie intensive rimangono comunque contenute, con una media inferiore a quella italiana. Stesso discorso anche per quanto riguarda i decessi.

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