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Tre febbraio e foibe, a Foligno è polemica: “Prevalga il rispetto, non l’oltraggio”

Pubblicato il 12 Febbraio 2022 11:31 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:18

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“Il Giorno del Ricordo sia davvero una memoria osservante di tutte le memorie: delle foibe, dell’esodo, dell’occupazione italiana e delle conseguenti stragi, dei delitti del fascismo di confine. Prevalga il rispetto e non l’oltraggio, l’analisi storica e non la propaganda, la verità e non l’impostura, la fraternità e non l’odio”. È dalle parole del presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, intervenuto in occasione della commemorazione delle vittime delle foibe, che Anpi Foligno, Aned Umbria e Casa dei Popoli prendono spunto per criticare quanto avvenuto negli scorsi giorni all’ombra del Torrino. La polemica delle tre associazioni nasce proprio dalle commemorazioni avvenute in occasione del 3 febbraio, in cui vengono ricordati i folignati deportati nei campi di concentramento nazisti, e del Giorno del ricordo del 10 febbraio. “ In occasione del 3 febbraio – scrivono in una nota Anpi Foligno, Aned Umbria e Casa dei Popoli – l’amministrazione comunale, nel commemorare il noto rastrellamento di civili e partigiani ad opera dei nazifascisti, ha evitato di menzionare il fascismo e la Resistenza, ma ha avuto cura di ricordare che di lì a una settimana sarebbero state ricordate le vittime delle foibe per mano della dittatura comunista di Tito”. Una situazione che fa scaturire, da parte delle tre associazioi, una domanda: “Come è possibile – affermano – menzionare il comunismo in una giornata dedicata al ricordo di un rastrellamento nazifascista e nel contempo omettere di ricordare il fascismo e la Resistenza? Pensiamo – prosegue la nota diffusa – che ogni commemorazione abbia la propria unicità e specificità e accostare eventi e fatti diversi ha come unico effetto quello di minimizzare e banalizzare quanto accaduto, in tal modo finendo per ledere la dignità e l’importanza di quelle morti che si vorrebbero a parole ricordare. Le dittature – ricordano Anpi, Aned e Casa dei Popoli – vanno combattute e condannate tutte, ma nei luoghi e nei tempi appropriati”. Poi, il riferimento va alla commemorazione delle vittime delle foibe: “Nella giornata del ricordo del 10 febbraio invece, dopo aver giustamente e doverosamente ricordato le vittime delle foibe, non si sono ricordate in alcun modo le vittime e le tragedie subite dalla popolazione slava per mano della dittatura fascista, in spregio alla legge istitutiva della giornata del ricordo che parla non solo ‘di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra’ ma anche ‘della più complessa vicenda del confine orientale’”. Per Anpi, Aned e Casa dei Poli, grave anche non aver ricordato “i partigiani slavi internati nel campo dì concentramento di Colfiorito, alcuni dei quali riuscirono a scappare ed unirsi alle brigate partigiane, contribuendo in tal modo alla liberazione della nostra città”.

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