21.1 C
Foligno
martedì, Maggio 12, 2026
HomeCronacaFoligno, il centro sociale “Centro Storico” ancora senza una sede: “Rischiamo di...

Foligno, il centro sociale “Centro Storico” ancora senza una sede: “Rischiamo di chiudere”

Pubblicato il 20 Aprile 2022 11:55 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:06

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Nidi comunali, oltre 800 le firme raccolte dall’opposizione per sostenere il servizio

Lanciata dalle forze di minoranza, la petizione punta ad avere dall'amministrazione “un piano chiaro, trasparente e verificabile”. Nel frattempo, prosegue il dialogo tra le organizzazioni sindacali e l’assessore Ugolinelli

Dalla benedizione dei trattori alla processione, Foligno celebra Sant’Isidoro

Tanti appuntamenti in programma che culmineranno domenica 17 maggio, quando è prevista anche la tradizionale sfilata dei mezzi agricoli che porteranno la statua del santo per le vie della città

Carta d’identità elettronica, sabato nuova apertura straordinaria

La data del 23 maggio si va ad aggiungere alle quattro già previste per questo mese. Sportello aperto dalle 9 alle 17 con accesso solo su prenotazione

“Dopo quasi quarant’anni di attività il nostro centro sociale, uno dei più longevi dell’Umbria, rischia di chiudere”. È l’allarme nuovamente lanciato dal presidente del centro sociale “Centro Storico” di Foligno, Pietro Mercuri. Nuovamente, sì. Perché della possibile chiusura se ne parla da almeno due anni, da quando cioè l’Università ha richiesto gli spazi del “Centro Studi” di via Oberdan, finora messi a disposizione dello stesso centro sociale. Da allora, però, nonostante gli sforzi della realtà guidata da Mercuri, non è stata ancora individuata una sede definitiva in grado di ospitare le tante attività per gli anziani soci, dalla ginnastica riabilitativa al ballo passando per i tanti altri momenti aggregativi. “Sapevamo che la sistemazione negli spazi di via Oberdan fosse temporanea – spiega a Rgunotizie il presidente Mercuri -, infatti, ora che l’Università ce li ha richiesti, dobbiamo necessariamente traslocare, anche perché la formazione dei giovani viene prima di tutto”. A sentire il numero uno del centro sociale “Centro Storico”, i soci dovranno lasciare i locali già da fine aprile, massimo maggio.

“In via sperimentale e quindi temporanea – racconta Mercuri – abbiamo chiesto al Dlf di Foligno una sala per le nostre attività, in particolare ballo e ginnastica, ma non sappiamo fino a quando potremmo permetterci questa sistemazione che comunque ha un costo”. E intanto, il centro sociale si è di nuovo rivolto a palazzo Orfini Podestà. “Abbiamo chiesto al Comune di Foligno una sede con locali dove svolgere le nostre attività e siamo in attesa di una risposta – dichiara il presidente -. Una location – aggiunge – sembrava inizialmente essere stata individuata in fondo a via Gramsci nei pressi della taverna del rione Ammanniti, ma ad oggi – evidenzia – pare non essere più disponibile e non sappiamo neanche il perché”. Stando a quando riferito dal presidente, un’altra proposta dall’Ente di piazza della Repubblica c’è stata. “Ci è stato indicato un capannone di circa 400 metri quadri alla Paciana quasi al confine con Spello – sottolinea Mercuri – ma per noi è una strada poco percorribile per due ordini di motivi: sia perché i nostri soci anziani sono quasi tutti residenti in centro e potrebbe non essere facile per loro raggiungere la Paciana, sia perché la gestione del capannone, così come il riscaldamento ed alcuni lavori che andrebbero fatti, avrebbero dei costi che non possiamo permetterci”.

Tutte questioni discusse nella conferenza indetta questa mattina dallo stesso centro sociale per fare il punto della situazione. Conferenza durante la quale è stato ricordato come “già due anni fa siano state raccolte e consegnate al sindaco mille firme per chiedere un aiuto nella ricerca di una nuova sede”. “Le attività che eroghiamo – ha infine ribadito Pietro Mercuri – sono fondamentali perché, soprattutto dopo la pandemia, sono accolte dai nostri soci come momenti di inclusione, aggregazione e spensieratezza”.

Articoli correlati