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Ospedale senza primari e liste d’attesa poco chiare: confronto sindacati-Usl 2

Pubblicato il 19 Maggio 2022 12:43 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:02

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Difficoltà del “San Giovanni Battista”, liste d’attesa, Case di comunità ed investimenti futuri, polo unico ospedaliero con Spoleto e sanità del territorio. Tutte questioni al centro del recente incontro tenutosi a palazzo Orfini Podestà tra Comune, Usl Umbria 2 e Cgil, Cisl e Uil del folignate, insieme alle categorie dei pensionati (Spi, Fnp e Uilp) e a quelle dei lavoratori della sanità (Funzione pubblica). Un confronto a tutto campo, quello richiesto dalle stesse sigle, “svolto – dicono – in un clima di franchezza e collaborazione”. Alla base del vertice, la necessità di approfondire, come detto, diverse questioni. Dalle ricadute sul territorio del piano sanitario regionale pre-adottato, alla delibera di giunta regionale su case ed ospedali di comunità, passando per le delibere aziendali relative ad importanti investimenti con fondi del Pnrr. 

Ma cosa è emerso, nel dettaglio, dall’incontro? A rispondere sono gli stessi sindacati: intanto le difficoltà organizzative nel nosocomio folignate, dove manca il direttore di presidio, c’è carenza da tempo di molti primari e ancora la chiusura del “Day surgery” con riduzione di posti letto di chirurgia multidisciplinare, sostituiti da posti di area medica. Preoccupate anche per le liste d’attesa legate alle prestazioni specialistiche, le sigle hanno chiesto maggiore trasparenza di dati, giacché ad oggi tramite il Cup, sia in presenza che online, “non si riescono a capire i tempi per le singole specialità”. Su case ed ospedali di comunità, i sindacati hanno poi invocato il rispetto dei criteri di riferimento dell’Agenas. In particolare, considerata la popolazione della città della Quintana ed il suo tasso di indice di invecchiamento al 202%, è stato evidenziato come “ci sono le condizioni per prevedere un ospedale di comunità entro i confini comunali, oltre a quello già previsto nel comune di Montefalco”. Altri temi toccati, come detto, il futuro polo unico ospedaliero di Foligno-Spoleto, rispetto cui Cgil, Cisl e Uil intendono “conoscere lo stato di avanzamento di analisi e progettazione del protocollo di integrazione”, e la cosiddetta medicina di territorio. Su questo fronte, i sindacati dicono di aver posto l’accento sul personale: “la nuova programmazione – spiegano infatti – non può prescindere da un idoneo piano di assunzioni a tempo indeterminato”. 

USL UMBRIA 2 – Stando al resoconto del sindacati, il direttore generale dell’azienda sanitaria, Massimo De Fino, ha dal canto suo riconfermato, in relazione al Pnrr, che la struttura di Montefalco, in quanto proprietà dell’Usl, era l’unica su cui era possibile investire per trasformarla in ospedale di comunità. Ma per De Fino, ciò non inficerà sulla possibilità di realizzare una Casa di comunità anche per Foligno, attraverso i fondi Inail e non con quelli del Pnrr. Il direttore ha inoltre confermato l’ingente investimento per adeguamento sismico dell’ospedale di Foligno.

Sul tema del polo ospedaliero unico con Spoleto la direzione della Usl ha garantito, già prima dell’estate, un confronto sul nuovo progetto di integrazione, elaborato da un gruppo di lavoro di esperti per valutarne insieme le importanti ricadute in merito ai servizi e all’organizzazione del personale.
Infine, sulla delicata questione delle liste d’attesa c’è da parte dell’azienda disponibilità ad approfondire i dati e conseguentemente affrontare tutte le criticità ancora irrisolte.

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