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Covid, in Umbria la percentuale più alta di ricoveri

Pubblicato il 7 Luglio 2022 11:22 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:53

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È l’Umbria la regione italiana con il peggior dato per i ricoveri da Covid-19. Sia in area medica che in area critica, infatti, il Cuore verde d’Italia ha fatto registrare nell’ultima settimana la più alta percentuale di occupazione dei posti letto con un 32,2% per quanto riguarda i ricoveri ordinari e un 8,1% la terapia intensiva. In Italia, invece, il dato è rispettivamente del 12,5% e del 3,5%. A fornire i dati è, come ogni settimana, il monitoraggio effettuato dalla Fondazione Gimbe, che ha preso in esame il periodo che va dal 29 giugno al 5 luglio. Per il presidente Nino Cartabellotta “l’occupazione dei posti letto è destinata ad aumentare, in un periodo in cui tra ferie estive e assenze per isolamento il personale sanitario è numericamente ridotto, con conseguente peggioramento della qualità dell’assistenza e aumento dello stress su chi è in servizio”. Il numero uno di Gimbe spiega, inoltre, come “la maggior parte dei ricoveri in area medica riguarda pazienti anziani con patologie multiple, nelle quali il Covid peggiora un equilibrio di salute già instabile”. A risentirne sarebbero dunque, ancora una volta, “le prestazioni chirurgiche e visite specialistiche non urgenti, alimentando quelle liste di attesa che le Regioni – prosegue – non sono ancora riuscite a recuperare”.

Ma a crescere nell’ultima settimana sono stati anche i contagi con l’Italia che fa rilevare un 55% in più. “Per la terza settimana consecutiva – commenta sempre Cartabellotta – l’aumento dei nuovi casi settimanali supera il 50%, con tempo di raddoppio dei contagi di circa 10 giorni”. Guardando all’Umbria, la variazione è stata del 51,1% con l’incidenza che si attesta su 1.981 casi su 100mila abitanti. Per quanto riguarda la situazione nelle province, sono 103 quelle con un’incidenza che supera i 500 casi per 100mila abitanti, tra le quali figura Terni con 936 positivi, in crescita del 43%. Trentotto, invece, quelle in cui l’incidenza va oltre i 1000 contagi sempre su 100mila abitanti. È il caso, tra le altre, di Perugia con 1.163 positivi su 100mila abitanti, dato in crescita del 54,4%.

La Fondazione Gimbe pone anche l’accento sulle reinfezioni. Secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità, nel periodo che va dal 24 agosto 2021 al 28 giugno scorso in Italia ne sono state riscontrate 587mila, pari al 4% del totale dei casi. Nella settimana che va dal 22 al 28 giugno l’incidenza è stata a livello nazionale del 9,5% con 30.941 reinfezioni, in aumento rispetto ai sette giorni precedenti, quando la percentuale risultava dell’8,4%.

L’individuazione dei nuovi contagi si lega all’incremento dei tamponi effettuati, il 33,3% in più nella settimana tra il 29 giugno e il 5 luglio: in crescita del 38,5% gli antigenici, dell’11,3% i molecolari.

Per quanto riguarda, infine, i vaccini in Umbria risulta non vaccinato il 6% della popolazione over 5 anni, al netto dei guariti (il 7,1% in Italia). È del 9%, invece, la percentuale di coloro che non hanno ricevuto la terza dose (l’11,4% in Italia). Nella fascia 5-11 anni ciclo completato per il 35,5% (il 34,9% in Italia), mentre sul fronte delle quarte dosi nel Cuore verde d’Italia la copertura risulta del 52,6% (il 44,2% in Italia).

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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