34.6 C
Foligno
venerdì, Giugno 26, 2026
HomeEconomiaTpl, sindacati ancora all'attacco: “La Regione ha deciso di seppellire il trasporto...

Tpl, sindacati ancora all’attacco: “La Regione ha deciso di seppellire il trasporto pubblico”

Pubblicato il 31 Luglio 2022 09:26 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:48

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

La rinascita di Serena: dalla leucemia alla maturità

Dopo aver sconfitto la malattia la giovane folignate ha deciso di rimettersi in gioco terminando il percorso di studi abbandonato al terzo anno di superiori. “Non ho mai pensato di mollare”

Le Gaite si preparano al gran finale: più di 20mila visitatori nel weekend

Concluse con successo la Gara Gastronomica e la Gara dei Mestieri: ora spazio alla Gara del Mercato e al Tiro con l'Arco per decretare i vincitori della 37ª edizione

Foligno aderisce alla rottamazione quinquies. Meloni: “Patto di fiducia con i cittadini”

Il consiglio comunale nella seduta del 23 giugno scorso ha approvato la misura che permette a chi ha accumulato debiti con l'Agenzia delle entrate tra il 2000 e il 2023 di saldare soltanto l'importo originario.

“Un taglio al trasporto pubblico locale dalle dimensioni devastanti: 13 milioni di euro. Con il ritorno indietro ai 4 bacini la Regione Umbria prepara un disastro per i territori, per l’occupazione, per i cittadini più deboli e per gli studenti e ci riporta indietro di 20 anni”. È dura la denuncia dei sindacati, Filt Cgil e Faisa Cisal, rispetto al progetto di spezzettamento del trasporto pubblico locale annunciato dall’assessore Enrico Melasecche.
I sindacati si rivolgono in particolare ai sindaci dei tanti Comuni colpiti: “Orvieto, Spoleto, Città di Castello, Todi, Gualdo Tadino – affermano i segretari Ciro Zeno e Christian Di Girolamo – perderanno ingenti somme destinate al TPL, in alcune realtà fino al 50% del finanziamento attuale. Ma peggio andrà a Comuni come Nocera Umbra, Amelia, Trevi, Campello sul Clitunno, Scheggia e Pascelupo, Castel Ritardi, Gualdo Cattaneo, Passignano sul Trasimeno, Montefalco, Cannara, Deruta, Spello, Torgiano e Norcia che vedranno completamente azzerati i fondi oggi a loro destinati per il trasporto pubblico”.
Insomma, secondo Filt Cgil e Faisa Cisal, la delibera di giunta 611, del 15 giugno 2022 “sancisce e calca in maniera chiara questa volontà di seppellire il Tpl in Umbria da parte della politica regionale con in testa l’assessore Melasecche”.

“Ora – insistono Zeno e Di Girolamo – i sindaci delle città citate dovrebbero saltare dalla sedia e respingere con tutte le loro forze questa scelta scellerata che ricadrà sui loro comuni, a prescindere dal colore politico”. Da parte loro Filt Cgil e Faisa Cisal ribadiscono una contrarietà netta “al disastro annunciato”. “Disastro – dicono – che potrebbe assumere proporzioni ancora più grandi, visto che non è dato conoscere il futuro del settore della navigazione sul Lago Trasimeno e quello del ferro da Città di Castello a Perugia, servizi mai menzionati in nessuna riunione. Saranno in un ulteriore lotto oppure…?”, si chiedono i sindacati, che intanto hanno proceduto a contattare via pec tutti i sindaci interessati al progetto di “smantellamento” del trasporto pubblico locale. CISL E UIL – Sulla questione sono intervenuti anche i sindacalisti di Fit Cisl e Ultrasporti. “Negli ultimi anni si sta vivendo una situazione a dir poco drammatica per i cittadini umbri, con il continuo taglio di corse degli autobus e, di conseguenza, una riduzione di posti di lavoro per questa Regione – dicono Gianluca Giorgi della Cisl e Stefano Cecchetti della Uil -. Gli umbri si meritano un servizio di trasporto adeguato ad un Paese civile ed in continuo ammodernamento e non una politica regionale che parli solamente di sprechi e sperpero di denaro, sostenendo la superfluità di alcuni servizi. Per noi ogni chilometro fatto è un servizio alla comunità e ricordiamo che il diritto alla mobilità è riconosciuto nella nostra Costituzione. In Umbria sembra che ciò non valga e a pagarne le conseguenze sono sempre i più deboli”.

Articoli correlati