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Foligno, restaurati i portoni di palazzo Deli e dell’Oratorio della Nunziatella

Pubblicato il 19 Febbraio 2023 07:53 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:12

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Restaurati, a Foligno, i portoni di palazzo Deli e quelli dell’Oratorio della Nunziatella. I lavori, secondo quanto fanno sapere dal Comune, sono stati affidati ad una società esterna, incaricata di riportare agli antichi splendori quelli che il sindaco Zuccarini ha apostrofato come “pregevoli opere d’arte lignee”. 

In particolare, il portone di Palazzo Deli, datato agli inizi del ‘500, in legno di noce finemente intagliato e con gli stemmi delle famiglie Nuti e Varini, è costituito da due ante ed è ottenuto dall’accoppiamento di due strutture intelaiate. L’intervento di restauro ha interessato, tra l’altro, la rimozione meccanica di depositi incoerenti (polveri e particellato atmosferico), il rilevamento dello stato di conservazione dell’intero manufatto, il trattamento del legno di supporto con sostanze biocide per la prevenzione e l’eliminazione di attacchi di microrganismi e di organismi biodeteriogeni (XiRein), la rimozione meccanica di stuccature anche debordanti, eseguite durante precedenti interventi di restauro non più idonee a causa dello stato di conservazione e dei materiali costitutivi, la rigenerazione della vernice originale opacizzata.

Risalgono, invece, al XVIII secolo i due portoni dell’Oratorio della Nunziatella: lignei a fusto semplice, sono composti da un telaio di montanti e traverse riportato e specchiature incassate nello spessore delle tavole. I portoncini appartengono alla categoria delle imposte semplici, formate cioè da uno strato di tavole giuntate verticalmente a “filo piano” e irrigidite da montanti e traverse che fungono da “telaio esterno”. Gli infissi, come d’uso, sono privi di telaio e formano battuta con il nuovo. Le tavole verticali, in legname di pioppo, sono collegate superiormente da un regolo di legno di castagno. In questo caso, i lavori di recupero hanno riguardato, tra l’altro, la rimozione meccanica di depositi incoerenti (polveri e particellato atmosferico); il rilevamento dello stato di conservazione dell’intero manufatto; il consolidamento del legno di supporto; il risanamento del legno di supporto mediante applicazione di listelli o inserti in legno in presenza di fessurazioni, allontanamento delle assi e parti mancanti; le stuccature delle lacune degli strati pittorici e rasatura delle stuccature mediante applicazione a spatola e rasatura con bisturi e carte abrasive; la rigenerazione della vernice originale opacizzata a pennello.

“Dopo anni di incuria e degrado – ha commentato il primo cittadino – siamo intervenuti riportando queste pregevoli opere d’arte lignee al loro originario splendore. Un’ulteriore dimostrazione – ha proseguito – dell’interesse e degli investimenti che stiamo portando avanti nel nostro centro storico”. Stefano Zuccarini ha, quindi, colto l’occasione per annunciare anche i prossimi interventi in cantiere: dalla riconsegna alla città di piazza Giacomini all’ormai imminente inizio dei lavori per la realizzazione, in via Gramsci, dei nuovi bagni pubblici. “Saranno autopulenti – ha spiegato – e a misura di disabili”.

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