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Raddoppio Orte-Falconara, Zeno (Cgil): “Un altro bluff che viene a galla”

Pubblicato il 24 Agosto 2023 13:52

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“Un altro bluff che viene a galla”. Sono le parole usate dal segretario generale della Filt Cgil dell’Umbria, Ciro Zeno, sul mancato finanziamento con fondi del Pnrr del raddoppio ferroviario della Orte-Falconara, denunciato pochi giorni fa dai gruppi Pd di Umbria, Marche e Lazio, intervenuti in merito “alle notizie sempre più certe e solide – avevano spiegato – dell’esclusione del progetto tra quelli da candidare”.

In una nota, infatti, i gruppi “dem” delle tre regioni avevano bollato la “decisione di depennare il raddoppio della Orte-Falconara” operata dal ministro alle Infrastrutture, Matteo Salvini, come “uno schiaffo per il Centro Italia, giustificato dal fatto che il progetto non sarebbe in una condizione tale da poter vedere una gara affidata entro il 2023”. Per il Partito democratico una scelta volta a creare “più disuguaglianze e disparità” tra il nord e il sud. “Un taglio che riguarda iniziative per un totale di 2,5 miliardi a fronte di altrettante iniziative di Piemonte, Lombardia e Veneto” avevano sottolineato, aggiungendo: “Vengono definanziati i progetti del centro e del sud dunque, che invece dovevano servire a ridurre il gap infrastrutturale, a fronte del potenziamento di aree già perfettamente collegate”. “Se questa possibilità fosse confermata da atti ufficiali – era stato ribadito nella nota – la palla tornerebbe nelle mani dei presidenti delle Regioni, chiamati finalmente a dare dimostrazione della loro incisività sui tavoli nazionali o, in alternativa, a rendere conto della propria irrilevanza ai cittadini e ai territori a cui l’opera è stata promessa”.

Dichiarazioni seguite dalla replica dell’assessore Melasecche, che aveva parlato di “attacchi strumentali”. “Il fatto che l’attuale Governo nazionale abbia rinviato ad altro finanziamento il raddoppio di una tratta nelle Marche, in quanto tecnicamente impossibile concluderla entro i tempi stringenti del PNRR – aveva dichiarato – costituisce un atto dovuto di responsabilità, proprio per non mettere in difficoltà il Paese nei confronti dell’Europa e non creare problemi alle stesse regioni interessate”. Il titolare ai Trasporti aveva inoltre apostrofato come “chiarissimo” l’impegno del ministro Salvini a “finanziare comunque queste opere con fondi alternativi”.

Vicenda chiusa? Per niente, dal momento che ad intervenire sulla questione è stato nelle scorse ore anche Ciro Zeno, per il quale “sfuma inesorabilmente” un’opera che, commenta , “era stata venduta come grande conquista dall’attuale giunta regionale e in particolare dall’assessore ai Trasporti, Enrico Melasecche”. Per Ciro Zeno, però, la cosa non deve stupire, anzi. “Tempo fa – dichiara in una nota – consigliavamo all’assessore Melasecche e alla presidente Tesei di leggere bene il Documento strategico della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci (DSMF), poiché da lì si capiva chiaramente – prosegue – che i soldi tanto sbandierati per l’Umbria, di fatto, non c’erano”. E per l’esponente della Filt Cgil ora arriva la conferma. “L’Umbria – dice – ancora una volta viene penalizzata, mentre le risorse del Pnrr prendono il volo verso il Nord, in barba alle ‘promesse’ del ministro Salvini”. “A questo punto – conclude – non ci resta che sperare nella riapertura della ex Fcu, Città di Castello – Perugia – Marsciano – Todi – Terni, visto che il raddoppio della Orte-Falconara si è rivelato un bluff e che anche altri progetti faraonici tanto cari alla giunta regionale (vedi il Nodino di Perugia) si vanno pian piano sgonfiando. L’unica cosa che è confermata in pieno sono i nostri timori sul futuro infrastrutturale dell’Umbria, un futuro che a forza di promesse non mantenute e di rimpalli di responsabilità a ‘quelli che governavano prima’, nonostante questa giunta sia ormai a fine mandato, si fa ogni giorno più scuro”. 

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