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Il direttore di Repubblica svela le origini folignati: “Cresciuto con i racconti sui Canapè”

Pubblicato il 8 Settembre 2023 07:47

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Consegnato al direttore de La Repubblica, Maurizio Molinari, il premio “Dodici giornali sottobraccio”, istituito sotto l’egida dell’Ente Giostra e in collaborazione con la famiglia di Ariodante Picuti alla memoria dell’indimenticato avvocato e storico presidente della Quintana, alla guida della rievocazione barocca per un ventennio. Ad ospitare la cerimonia è stato, nel pomeriggio di giovedì 7 settembre, il Salone d’Onore di palazzo Candiotti, dove il direttore de La Repubblica è stato accolto dalla cittadinanza folignate.

“Oggi – ha dichiarato Roberto Conticelli, curatore del premio – celebriamo il Molinari giornalista, riconoscendogli un ruolo centrale di traghettatore dell’informazione dalla carta al web mantenendo i valori di quel giornalismo cartaceo cari ad Ariodante Picuti, che era solito leggere ogni giorno dodici quotidiani avendo una visione ampia dello scibile sociale e politico del suo tempo. Era una persona profondamente democratica, che ascoltava sempre e comunque le ragioni degli altri e riusciva ad esserlo anche perché sapeva informarsi”. Parola chiave di questa quarta edizione la “verità”, in un tempo fortemente segnato dalle fake news.

Per Molinari un vero e proprio “avversario” per tre motivi. “Innanzitutto – ha detto – perché minano il diritto d’autore; poi, perché calano nel nostro mondo quella che è la minaccia più insidiosa, la bugia, che alimenta il pregiudizio e l’odio come testimoniato da quello che succede sui social network; infine – ha concluso -, perché c’è il rischio che vengano usate da leader politici, partiti e movimenti per rafforzare il loro potere a danno degli altri, creando verità alternative per difendere i propri interessi”. Durante il suo intervento, però, Molinari è anche entrato nel merito di quella che è stata la figura di Ariodante Picuti. “Uno dei motivi della mia partecipazione a questo premio – ha infatti dichiarato – è che Ariodante Picuti e la Quintana di Foligno descrivono un tassello importante della storia italiana, di quei costumi e di quelle tradizioni che contraddistinguono la nostra identità”. Rivolgendosi al pubblico ha poi raccontato il suo legame con Foligno. “Qui, nel 1901, è nata mia nonna – ha spiegato – e prima di lei sua madre. La sua famiglia arrivò a Foligno dopo l’apertura del ghetto di Roma. Scelsero Foligno perché era un polmone di commercio e di vita e attirava quanti avevano bisogno di quell’ossigeno. In me vive la memoria di Foligno, dei Canapè e del corso, dove la famiglia di mia nonna aveva un negozio di tessuti. Sono cresciuto con questi racconti”.

“Negli anni – ha commentato il presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli – abbiamo premiato personaggi incredibili che si sono distinti per aver esternato la loro libertà. E consegnando questo premio a queste figure diamo loro qualcosa di noi, lo facciamo con profondo sentimento perché la Quintana deve tanto ad Ariodante Picuti”. A chiudere gli interventi, in nome anche della sorella Maria Romana, è stato Giovanni Picuti. “Papà sarebbe stato contentissimo – ha detto – e come famiglia siamo soddisfatti per l’assegnazione di questo premio al direttore di una testata così importante. Il mio grazie va a tutti i presenti – ha quindi concluso – e anche a Ruben Della Rocca (al quale lo scorso anno è stata assegnata la mensione speciale del premio ‘Dodici giornali sottobraccio’, ndr) per aver fatto da ponte tra noi e il direttore Molinari”.

Da registrare, prima dell’avvio della cerimonia, una timida manifestazione di protesta da parte di alcuni esponenti del Fronte del Dissenso, contrari all’assegnazione del riconoscimento al direttore Maurizio Molinari. Alla consegna del premio non è passata inosservata nemmeno l’assenza di almeno uno degli esponenti della Giunta comunale. Probabilmente un’occasione persa, anche in considerazione del fatto che Foligno, all’indomani della cerimonia, ha ricevuto notorietà a livello nazionale. Il discorso di Molinari sulle fake news è finito in un editoriale a tutta pagina su Repubblica di venerdì 8 settembre, nel quale sono stati mensionati Foligno, Ariodante Picuti e il premio “Dodici giornali sottobraccio”.

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