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Il “veto Barbetti” scalda il consiglio comunale: “Chi ha sbagliato risponderà alla giustizia”

Pubblicato il 21 Ottobre 2023 11:17

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La querelle legata al “veto Barbetti” è finita in consiglio comunale. Nel pomeriggio di giovedì 19 ottobre si è acceso lo scontro all’interno della massima assise folignate. Animi che si sono scaldati quando si è toccato l’argomento legato alla presentazione del libro di mitologia greca “Le forbici di Atropo”. Presentazione che, come denunciato negli scorsi giorni dalla consigliera del Pd, Rita Barbetti, sarebbe stata “bloccata” dal Comune quando è stato fatto il suo nome come presentatrice dell’evento. Denuncia rilanciata sia dagli autori del libro che dal senatore Walter Verini e alla quale il sindaco Stefano Zuccarini aveva risposto attraverso un comunicato. Giovedì pomeriggio i protagonisti del botta e risposta hanno avuto l’occasione, nella sala consiliare, di discuterne “vis-à-vis”. “Ho le testimonianze scritte, ma non c’è bisogno di renderle pubbliche – ha detto in apertura Rita Barbetti -. Anziché accusarmi, si poteva dire che c’era stato un disguido. Qui dentro (ha affermato indicando lo smartphone, ndr) c’è tutto, ma non sarò io la delatrice”. Tra i vari interventi, a prendere la parola è stato anche l’assessore alla Cultura, Decio Barili, che ha parlato di una “gazzarra avvilente”. “Non sapevo nulla della presentazione, così come non ne sapeva nulla la giunta né tantomeno il sindaco o la dirigente preposta – ha specificato Barili -. Si è chiesto alla professoressa Barbetti di uscire da un contesto di insopportabile allusività dicendo chi, come e quando sarebbe arrivato il veto, ma prendo atto che a ciò non è arrivata nessuna risposta”. Per il titolare alla Cultura, “la cosa si sarebbe risolta in 12 secondi se (Barbetti, ndr) avesse avuto l’umiltà di prendere il telefono e chiamarmi per sapere cosa stesse accadendo. Chi ha sbagliato – ha concluso Barili – sarà chiamato a rispondere di fronte agli organi di giustizia competenti. Ma la vicenda è avvilente soprattutto perché è stato determinato il male della città”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco Stefano Zuccarini, che ha sottolineato come “la giunta e la città sono state diffamate e questo non resterà senza conseguenze. Questa faccenda – ha detto il primo cittadino rivolgendosi alla consigliera d’opposizione – poteva concludersi interpellando il sindaco, l’assessore o attivare la commissione ‘Controllo o garanzia’, ma si è scelta la scorciatoia politica falsando i fatti. Avrebbe il dovere morale e politico di dire chi le avrebbe dato il veto, invece io ho la grande certezza che questa giunta non li ha posti. Ne è stata fatta una strumentalizzazione politica”. “Nessun veto da parte di questa amministrazione” per il consigliere Lega, Mauro Malaridotto, mentre per il suo collega Riccardo Polli “si è gettato fango”. Di “speculazione politica” ha parlato l’assessore all’Urbanistica Marco Cesaro, che ha ricordato come la giunta sia stata “insultata” e tacciata di essere “violenta e fascista”. In replica, la consigliera Barbetti ha ricordato come “il contatto con le strutture è stato preso dagli autori, a me è stato comunicato” e di “non aver parlato di sindaco né di assessore e nemmeno della giunta”.

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