Sciopero per i dipendenti delle farmacie comunali. La protesta che interesserà tutto il territorio nazionale è in programma per domani (mercoledì 17 giugno). A spingere i farmacisti ad incrociare le braccia il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto a dicembre 2024. Ad aderire anche il personale in forza all’Afam di Foligno. Domani, dunque, saracinesche abbassate nelle farmacie comunali cittadine per l’intera giornata, con la sola eccezione di quella di viale Roma e di quella di Colfiorito. Mentre i manifestanti si ritroveranno, alle 10, in piazza IV Novembre a Perugia per far sentire la loro voce. La stessa cosa avverrà, parallelamente, a Terni, davanti al Comune. In Umbria si contano complessivamente oltre 6mila lavoratori.
Lo stop arriva a pochi giorni di distanza dal presidio proclamato dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, che lo scorso 11 giugno aveva coinvolto sia i dipendenti delle farmacie private aderenti a Federfarma che quelli delle farmacie speciali/comunali aderenti ad Assofarm. Il presidio si era tenuto in piazza Italia, davanti al palazzo della prefettura, con una delegazione poi ricevuta dal prefetto Francesco Zito. Nelle stesse ore lo stesso presidio era andato in scena nella città di Terni con le stesse dinamiche. Domani, però, a scioperare saranno solo i dipendenti delle farmacie comunali. Sebbene per entrambe le categorie il contratto sia scaduto nel 2024 e le problematiche di fatto siano le stesse, le normative cui fanno riferimento sono diverse. La legge, inoltre, impedisce lo sciopero congiunto, per garantire il servizio pubblico. Ecco perché ad incrociare le braccia saranno solo i dipendenti del circuito comunale.
“Nonostante mesi di confronto con Assofarm – spiegano le organizzazioni sindacali –, non sono arrivati risultati adeguati né sul piano economico né su quello normativo. Le proposte avanzate dalla parte datoriale risultano infatti insufficienti rispetto al valore del lavoro svolto e all’evoluzione del servizio farmaceutico pubblico”. “Alla base della mobilitazione – aggiungono i sindacati – vi sono la necessità di recuperare il potere d’acquisto dei salari, valorizzare le professionalità e affrontare in modo concreto i cambiamenti intervenuti nel settore. In particolare, lo sviluppo della cosiddetta ‘farmacia dei servizi’ ha comportato per le lavoratrici e i lavoratori un ampliamento significativo delle mansioni, spesso anche non strettamente riconducibili alla specifica professionalità, senza che a queste nuove responsabilità sia corrisposto un adeguato riconoscimento economico. Le lavoratrici e i lavoratori delle farmacie comunali svolgono quotidianamente una funzione essenziale, rappresentando un presidio sanitario e sociale di prossimità fondamentale, soprattutto nei territori più fragili e nelle aree interne”. “Per questo – concludono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil –, la vertenza non riguarda soltanto il rinnovo di un contratto scaduto da oltre un anno, ma investe direttamente la qualità e la tenuta del servizio pubblico reso ai cittadini. Con i presìdi del 17 giugno intendiamo richiamare l’attenzione sulla necessità che venga riconosciuto pienamente il valore del lavoro svolto dalle farmaciste e dai farmacisti e si giunga finalmente a una conclusione positiva della trattativa”.




















