6.9 C
Foligno
venerdì, Marzo 20, 2026
HomeEconomiaSindacati in piazza contro la privatizzazione di Poste Italiane

Sindacati in piazza contro la privatizzazione di Poste Italiane

Sabato mattina, a Perugia, il presidio che ha visto anche la presenza dei lavoratori con l’obiettivo di “continuare ad assicurare un presidio sociale in molte frazioni” ed evitare il rischio di una “desertificazione degli istituti”. Rammarico per l’assenza di Comuni e Anci

Pubblicato il 18 Maggio 2024 13:27 - Modificato il 19 Maggio 2024 12:03

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Il saluto del vescovo Domenico alle diocesi di Foligno e Assisi: “Mi congedo per servirvi ancora”

Dopo 20 anni nella città di San Francesco e cinque alla guida di entrambe le realtà pastorali unite in persona episcopi, monsignor Sorrentino si è congedato davanti al suo popolo, citando il Poverello: "Io ho fatto la mia parte; la vostra Cristo ve la insegni"

Trevi, al teatro Clitunno uno spettacolo che mette in scena la figura di Borsellino

La rappresentazione, a cura di Nutrimenti Terrestri, approderà sul palco il prossimo sabato (21 marzo). Atteso un atto che rilegge la storia del magistrato con un monologo che chiama in causa il pubblico e la coscienza collettiva

Spello, ripristinata la viabilità sotto il viadotto

A seguito dei lavori di consolidamento è stata ristabilita la regolare la circolazione nelle strade sottostanti l’infrastruttura

Presidio a Perugia per dire “no” alla privatizzazione di Poste Italiane. Nella mattina di sabato 18 maggio sindacati e lavoratori si sono ritrovati, bandiere in alto, in piazza Italia per esprimere il loro dissenso di fronte al rischio di una presenza sempre più importante di privati all’interno della società. Presenza che, secondo quanto ricordato dalle organizzazioni sindacali – Slp Cisl, la Slc Cgil e UilPoste, Confsal comunicazioni, Failp Cisal e Fnc Ugl Comunicazioni Umbria quelle intervenute -, si attesta oggi al 30%.

“No” alla privatizzazione, dunque, ma anche alla “divisione fra mercato privati e recapiti” con l’obiettivo dichiarato di “continuare ad assicurare un presidio sociale in molte frazioni, per evitare una situazione di precariato”. Per i sindacati, infatti, “con la privatizzazione, in Umbria si potrebbe verificare una situazione analoga a quella delle banche e quindi portare ad una sorta di desertificazione degli istituti”.

Ecco, perché secondo i sindacati sarebbe stata importante la presenza, in occasione del presidio di sabato mattina, di rappresentanti delle istituzioni ed in particolare di Anci. Presenza che, però, non c’è stata come sottolineato dal mondo sindacale, che si è detto rammaricato “perchè – hanno spiegato i rappresentanti delle sei organizzazioni scese in piazza insieme ai lavoratori – i Comuni sono le prime vittime di questo processo di indebolimento del territorio.

Guardando ai numeri, in Umbria gli uffici postali, esclusi i 16 centri che si occupano di recapito e logistica, sono 258, di cui 191 in provincia di Perugia e 67 in quella di Terni. Di lavoratori, invece, se ne contano su tutto il territorio regionale all’incirca 1.600 contro i 2.400 di dieci anni fa.

Articoli correlati