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Ballottaggio, “trecento elettori M5S avrebbero preferito Zuccarini a Masciotti”. La replica: “Analisi frettolosa”

In uno studio dell’Università di Perugia e della Regione l’indagine sul voto tra primo turno e ballottaggio nelle consultazioni folignati. Critici sull'analisi i pentastellati Thomas De Luca e David Fantauzzi

Pubblicato il 28 Giugno 2024 15:20 - Modificato il 28 Giugno 2024 18:16

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A determinare la vittoria di Zuccarini sarebbero stati i fedeli del centrodestra ma anche elettori del centrosinistra. Un’ipotesi che sembra essere portata avanti da uno studio dell’Università degli studi di Perugia insieme alla Regione, il quale evidenzia che tra i fattori che hanno favorito Stefano Zuccarini e allo stesso tempo penalizzato Mauro Masciotti, avrebbe assunto particolare importanza il flusso elettorale dei votanti del Movimento 5 Stelle. Un terzo di questi, infatti, non sembra si sia recato alle urne al ballottaggio, come avrebbe fatto anche il 10% dei votanti del Pd; mentre, sempre un quarto degli elettori del M5S avrebbe cambiato preferenza al secondo turno, portando 300 voti in più al sindaco eletto del centrodestra, sottraendoli al candidato del centrosinistra.
Minori sarebbero stati, invece, i flussi dal centrodestra al centrosinistra e che comunque non avrebbero riguardato in nessun caso gli elettori della Lega. Il voto al ballottaggio dei “fedeli” di Zuccarini, di Lega e Fratelli D’Italia avrebbe poi permesso di contenere la perdita di consensi ad alcune centinaia degli elettori di Forza Italia e delle liste civiche (il 17% dei primi e il 12% dei secondi). “Nettamente a favore di Masciotti è stata invece – come riportano gli autori dell’analisi dei flussi – la scelta di gran parte degli elettori dei candidati esclusi dal ballottaggio, sia quelli di Finamonti (75% a Masciotti contro 25% a Zuccarini), sia quelli di Presilla (più del 40% per Masciotti, meno di 10% per Zuccarini)”.

Uno studio, svolto da Bruno Bracalente e Antonio Forcina, già docenti del Dipartimento di Economia dell’Università di Perugia, e Nicola Faloci, che fa parte del servizio valutazione delle politiche, controllo e Co.Re.Com dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria. L’analisi effettuata riguarda i comuni di Perugia e Foligno per ognuno dei quali sono stati stimati due tipi di flussi elettorali: tra le Europee e il primo turno delle Comunali, tenutesi l’8 e il 9 giugno, e anche tra il primo turno delle Amministrative e il secondo turno di ballottaggio del 23 e 24 dello stesso mese, riportando in entrambi i casi tabelle in cui sono stati ordinati in termini assoluti e percentuali i flussi elettorali. La stima dell’andamento delle scelte dei votanti elaborata dagli esperti, si fonda su dati ufficiali per sezioni elettorali, effettuata solo sui due maggiori comuni umbri chiamati al voto, poiché l’analisi necessita di un numero non troppo limitato di sezioni per le stime (elemento che determina l’esclusione di comuni minori dallo studio). Come spiegano poi gli autori: “I flussi di maggiore interesse sono quelli relativi al passaggio dal primo turno al ballottaggio tra i due candidati ammessi, da cui si ottengono interessanti indicazioni sul comportamento al ballottaggio degli elettori del primo turno (conferma del voto, astensione o cambio di voto) da cui è risultato dipeso il risultato finale del confronto elettorale”.

Uno studio pubblicato, in alcuni stralci, anche su una nota pagina social di discussione della città di Foligno dove non sono tardati ad arrivare i primi dubbi e polemiche relativi all’analisi. Tra questi spicca il commento del capogruppo del Movimento 5 Stelle di Foligno, David Fantauzzi, che obietta: “Dovremmo commentare un’analisi dei flussi sulla base di un documento che contiene errori piuttosto significativi, come l’inversione delle colonne dei candidati sindaco ed errori sulla somma dei voti espressi. Evidentemente un’analisi un po’ frettolosa e pubblicata senza le opportune verifiche. Questo prima ancora di entrare nel merito dell’analisi”.

A contestare l’analisi anche il capogruppo e consigliere regionale del M5S Thomas De Luca che, in una nota, definisce come strumentale l’uso di alcune valutazioni sul flusso dei voti delle elezioni amministrative relative al comune di Foligno con il solo scopo, afferma, di colpire le migliaia di elettori del Movimento 5 Stelle. De Luca procede poi ad analizzare ed elencare le anomalie riscontrate nello studio: “Nella tabella numero 4, quella relativa al ballottaggio, i voti del M5S vengono assurdamente attribuiti per 720 al ‘non voto’ (il 51%), 420 a Zuccarini (il 30%) e solo 270 a Masciotti (il 19%). Nella seconda sezione della tabella, la stessa ripartizione in termini percentuali attribuisce invece il 40% a Masciotti, un 33,9% al ‘non voto’ e il 25% a Zuccarini. In seconda istanza – prosegue – la somma dei voti non corrisponde al numero di 1.360 voti attribuiti al Movimento e pubblicati sul portale ministeriale Eligendo, ma è di 1.410. Un ulteriore errore che attribuisce 50 voti di altre liste sommandoli a quelli del Movimento”. Anomali appaiono, poi, anche i valori tra i flussi delle Europee e il ballottaggio, dove in troppi avrebbero cambiato preferenza. “Nella tabella 3 – spiega, infatti, Thomas De Luca –, quella relativa ai flussi europee-comunali, si afferma come l’83,2% dei 2.640 elettori che hanno espresso un voto per il Movimento alle Europee abbiano votato Mauro Masciotti alle Amministrative e per il restante 16,8% Presilla o Finamonti. Nessuno degli oltre duemila elettori – prosegue – avrebbe espresso un voto per Zuccarini. Gli stessi votanti che due settimane prima avevano già scelto di votare Mauro Masciotti, con una campagna elettorale che ha visto il Movimento 5 Stelle in prima linea e portato il candidato a 27 voti dalla vittoria, sarebbero impazziti spostandosi in massa su Zuccarini. Appare allo stesso modo – continua ancora il capogruppo del Movimento – estremamente paradossale che ben il 100% degli elettori che hanno votato Finamonti al primo turno siano tornati in massa a votare Masciotti al ballottaggio senza perdere neanche un colpo, mentre un terzo di quelli del Movimento sarebbero rimasti a casa”. Thomas De Luca conclude la nota ribadendo che si tratta di affermazioni estremamente sbilanciate volte ad attribuire agli elettori del Movimento Cinque Stelle la colpa della sconfitta di Mauro Masciotti. “Lo studio – conclude il consigliere regionale – non riporta alcuna nota metodologica. Non è dato sapere quale sia il modello di stima dei flussi utilizzato, se sia stato effettuato sulla base di correlazioni particolari tra primo e secondo turno oppure siano stati parametrati con i risultati di elezioni precedenti”.

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