29.3 C
Foligno
martedì, Agosto 25, 2026
HomeAttualitàTagli ai Comuni, il grido d’allarme di 43 sindaci umbri: “Meno servizi...

Tagli ai Comuni, il grido d’allarme di 43 sindaci umbri: “Meno servizi e tariffe in aumento”

In una lettera inviata ai ministri Giorgetti e Piantedosi i primi cittadini chiedono che non si tocchino le risorse destinate alle amministrazioni locali: “Essenziali per finanziare la spesa corrente che impatta più direttamente in termini di prestazioni sulla cittadinanza"

Pubblicato il 13 Luglio 2024 11:37

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Giostra della Rivincita, svelato il programma: tra le novità la partnership con il Festival per le Città Accessibili

Presentata a Palazzo Donini l'edizione conclusiva dell'Ottantennale. Spiccano le dirette con trasmissioni per non udenti e la traduzione nella lingua dei segni. Illustrata anche l'opera grafica firmata dall'architetto Crescimbeni e il trentesimo numero della rivista “Qui”.

Organico ridotto al Commissariato di Foligno, dopo la denuncia del Siap arriva quella di Silp Cgil

Il sindacato sottolinea come l’attuale situazione determini carenze sul controllo del territorio, la gestione dell’ordine pubblico, nonché lo svolgimento delle pratiche amministrative. Sollecitato l’intervento del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e della Regione

Nidi, ufficiale l’esternalizzazione delle code orarie in quattro asili

Con due delibere, pubblicate ieri all’albo pretorio, la giunta ha reso note varie novità per l’anno educativo 2026/2027. Tra queste anche l’incremento di 5 posti e lo spostamento dell’attività didattica dalla struttura di Prato Smeraldo a quella del “Raffaello Sanzio”

Un grido d’allarme. È quello che arriva da 43 sindaci umbri, che hanno messo la loro firma nella lettera inviata ai ministri dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, e dell’Interno, Matteo Piantedosi, per chiedere un’inversione di rotta rispetto al taglio da 250 milioni di euro previsto dal decreto ministeriale per gli anni che vanno dal 2024 al 2028 e che colpiranno i Comuni italiani per 200 milioni di euro, e le province e le città metropolitane per 50 milioni di euro.

Tagli che investiranno i Comuni umbri per 16 milioni di euro. Risorse che, per i 43 firmatari di area centrosinistra, sono “necessarie, anzi vitali – scrivono – per la tenuta del Titolo I dei nostri bilanci e dell’equilibrio contabile dei nostri Enti” e per “portare avanti un’ordinata attività amministrativa”. Diversamente, quello che si prospetta sarebbe, dicono, “un taglio alla carne viva delle nostre comunità” e che li porta a chiedere “con forza che queste risorse, essenziali per finanziare la spesa corrente, quella che impatta più direttamente in termini di servizi e prestazioni sulla cittadinanza, non siano ridotte”.

Il rischio paventato, infatti, è quello per le amministrazioni comunali di dover “tagliare i servizi e aumentare le tariffe, gravando così sui cittadini”. “Così come – proseguono – non vorremmo che alcuni Sindaci Umbri si trovassero, e sarebbe un duro colpo per l’immagine della nostra regione, nella condizione di generare disavanzo nei bilanci. Da umbri – sottolineano – crediamo che sarebbe una ferita rispetto alla storica capacità di gestire in autonomia la tenuta sociale e lo sviluppo delle nostre comunità”.

Insomma, seppur il quadro generale li porterebbe a chiedere “risorse aggiunti”, la richiesta è quantomeno che “vengano lasciate quelle attuali”. “O almeno – sottolineano che vengano date possibilità di flessibilità nella redazione dei nostri bilanci per i prossimi 5 anni (uso dell’avanzo per spesa sociale; riduzione % accantonamenti FCDE; ecc.) tali da consentirci di fronteggiare lo scenario drammatico che questi tagli comporteranno per i prossimi 5 anni e che tali tagli non si applichino già a partire dall’anno in corso”. Di fronte ad una spesa corrente apostrofata come “già ridotta” e “ai limiti della tollerabilità” e ad un “uso dell’avanzo di amministrazione per coprire costi sociali crescenti” definito “sempre più difficile”, la questione dei tagli comporterebbe ricadute “che – spiegano – non consideriamo più sostenibili”.

Da qui, dunque, l’appello a “non mortificare i cittadini” e a continuare a “garantire i servizi”. “Solo così – aggiungono – gli investimenti che stiamo attuando attraverso il Pnrr faranno ripartire l’Umbria e l’Italia”. L’auspicio, quindi, è che vengano trovate “le giuste forme per permettere ad Enti virtuosi da un punto di vista economico di non entrare in condizioni di gravi difficoltà gestionali”.

Articoli correlati