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Svincolo di Scopoli, Quadrilatero approva progetto definitivo. Melasecche ironico: “Storia da film”

La ricerca di ordigni bellici e di reperti archeologici si è conclusa positivamente, dando esito negativo. Prima del progetto esecutivo mancano ancora dei passaggi burocratici e, nel frattempo, l'assessore regionale punzecchia il centrosinistra

Pubblicato il 17 Luglio 2024 16:36 - Modificato il 18 Luglio 2024 15:38

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È terminata, a Scopoli di Foligno, la ricerca di ordigni bellici e di reperti archeologici nell’area che dovrebbe ospitare lo svincolo della nuova Ss77. L’infrastruttura, un semisvincolo che permetterà di raggiungere da Foligno la frazione montana e viceversa, ha inoltre visto la scorsa settimana l’approvazione del progetto definitivo da parte di Quadrilatero, con il relativo invio al Provveditorato ai Lavori pubblici interregionale di Firenze e alla Soprintendenza dell’Umbria per chiudere formalmente la procedura di VPIA (Valutazione preventiva dell’interesse archeologico). “Si apre quindi la richiesta di VIA (valutazione Impatto Ambientale) al Mase (Ministero dell’Ambiente e della Sostenibilità Ecologica) – fanno sapere dalla Regione Umbria attraverso una nota – ed infine, entro il 2024, ci sarà la conferenza di servizi davanti al CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) riferendosi l’intera procedura alla cosiddetta Legge Obiettivo”. Se tutti gli enti dovessero rispettare i tempi previsti, ci vorranno dunque altri sei mesi tra la redazione del progetto esecutivo e l’approvazione con verifica (ex art 26 del dlgs 50/16). Entro la seconda metà del prossimo anno si procederà poi alla gara d’appalto, con l’apertura del cantiere entro il 2025. In una nota trionfalistica diramata dalla Regione Umbria, l’assessore alle Infrastrutture Enrico Melasecche ripercorre quanto avvenuto negli ultimi anni, con l’opera dapprima bocciata dal ministero dei Beni culturali e poi “sbloccata” nonostante quella che viene definita una “burocrazia difensivista che ha dilatato i tempi e incrementato i costi da 8 a 22 milioni di euro”. Infine, in maniera un po’ ironica e con l’obiettivo di punzecchiare il centrosinistra, Enrico Melasecche invita “la Umbria Film Commission a considerare questa storia per un possibile film, ci sono tutti i presupposti per un copione di successo – fa sapere l’assessore – perché, incredibile ma vero, proprio quella parte politica che ha causato questo mostro della burocrazia oggi, nel tentativo di far dimenticare le proprie responsabilità, attacca in modo ridicolo chi il problema sta risolvendo”.

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