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Trevi ricorda Angelo Paracucchi: alla Masterclass interviene anche Carlo Cracco

Grande successo per l'omaggio che la città del sedano nero ha voluto realizzare nei confronti dello storico chef, pioniere dell'alta ristorazione. Durante l'evento anche un cooking show con una delle sue ricette

Pubblicato il 23 Ottobre 2024 13:00 - Modificato il 23 Ottobre 2024 15:20

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Dal contributo video di Carlo Cracco allo show cooking di Giulio Gigli, passando per l’intervento di Luigi Cremona, l’omaggio speciale al grande chef Angelo Paracucchi e al sedano nero di Trevi con alcuni protagonisti del mondo gastronomico italiano ha fatto incassare il pieno successo alla Masterclass organizzata in suo onore dalla Pro Trevi, in collaborazione con l’amministrazione locale. Un’iniziativa, quella che si è tenuta negli ex locali di “Apriti sedano” della città, che in realtà ha rappresentato la posa della prima pietra di quello che si preannuncia diventare un evento annuale dedicato al mondo della ristorazione, in particolare ai giovani chef, con un evento ben più ampio e strutturato.
L’iniziativa in chiave conviviale, grazie a una rimpatriata fortemente voluta da Carlo Caporicci, l’imprenditore della tenuta San Pietro a Pettine, e Angelo Guidobaldi, dell’azienda Il Frantoio, anche lui fornitore, che da qualche anno pensavano di celebrare lo chef con cui hanno avuto l’onore di lavorare gomito a gomito, ha fatto conoscere al caloroso pubblico la figura professionale e umana del grande Paracucchi. Tutto attraverso una serie di racconti, di piacevoli ricordi. Da quello del sindaco Ferdinando Gemma, vicino di casa, che aveva ricevuto in regalo direttamente dallo chef un libro di ricette, dal quale è stata tratta quella reinterpreta in chiave contemporanea dallo chef Giulio Gigli, del ristorante stellato UNE, realizzata attraverso uno show cooking. A intervenire, tra una degustazione e l’altra, dopo il video contributo inviato dallo chef stellato Carlo Cracco, oltre a Caporicci, sono stati anche il critico gastronomico Luigi Cremona e Stefano Marconi di Cuore Piccante, che ha lavorato con Paracucchi negli ultimi tempi, come sous chef al Carpaccio di Parigi. Una serie di aneddoti che hanno accompagnato i presenti in un viaggio nell’alta ristorazione, più che mai attuale tanto era all’avanguardia Paracucchi. “Una figura che merita assolutamente ricordare – ha evidenziato Luigi Cremona – un grande un po’ sottovalutato in vita e anche dopo. È il momento di ritirar fuori il suo nome, il suo insegnamento. Così anche la valorizzazione del sedano, di questa importante festa che celebra una delle eccellenze gastronomiche di Trevi, un presidio slow food che deve continuare ad avere una sua evoluzione positiva, dopo 60 anni di Sagra. A partire dai suoi i piccoli produttori di qualità, che devono convincersi a portare avanti. Mettendo insieme le due eccellenze, si può fare un grande evento”.
L’appuntamento per quest’anno si è concretizzato grazie alla capacità della presidente della Pro Trevi, Sara Zafrani, di mettere in rete le aziende del territorio, in concomitanza della Mostra mercato del sedano nero e della salsiccia di Trevi. Per l’occasione, infatti, accanto al prelibato ortaggio offerto dai soci aderenti al neonato Consorzio, si sono potuti assaggiare l’olio extravergine di oliva appena prodotto, un intenso “Quinta luna 2024” offerto dal frantoio Gaudenzi, il pesto di sedano dell’azienda Bartolomei, i pecorini dell’azienda agricola Fratelli Medei, accompagnati alla marmellata rigorosamente di sedano dell’azienda Mattioli e il famoso liquore “Sedanino” di Maggiolini. Tutto innaffiato dai vini dell’azienda De Conti. A presentare magistralmente l’iniziativa Nerina Marzano, che ha coordinato anche la tavola rotonda incentrata sul sedano nero di Trevi, organizzata dal Gal Valle umbra e Sibillini, durante la quale sono intervenuti il direttore dello stesso Gal, David Fongoli, l’assessore comunale all’Agricoltura, Cinzia Speroni, la presidente della Pro Trevi, Sara Zafrani, il presidente del Consorzio, Michele Spellucci, l’agronomo Alvaro Paggi e alcuni giornalisti di settore. Un focus che ha consentito di fare il punto sulle prossime azioni di valorizzazione e promozione da mettere in campo, compreso l’obiettivo della certificazione Dop.

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