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Cannara, scoperta società “cartiera”: fatture false per 10,8 milioni di euro

L’operazione condotta dalle fiamme gialle di Foligno ha portato alla denuncia di un cittadino di origini cinesi. Indagini anche su 180 clienti dislocati su tutto il territorio nazionale

Pubblicato il 6 Novembre 2024 13:32 - Modificato il 7 Novembre 2024 16:55

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Un giro di fatture false per 10,8 milioni di euro. È quello scoperto dai finanzieri della Compagnia di Foligno, diretta dal capitano Antonio Petrucci, nell’ambito di una complessa indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Spoleto, che ha portato alla denuncia di un cittadino di origini cinesi. A finire nel mirino delle fiamme gialle un’impresa con sede a Cannara, risultata priva di una reale struttura aziendale.

Secondo quanto ricostruito dai militari folignati, la società avrebbe emesso fatture per cessioni di beni di varia tipologia – dall’abbigliamento alla bigiotteria e fino ad arrivare ai materiali per l’edilizia – nei confronti di oltre 180 clienti dislocati in tutta Italia. Il tutto, come detto, per un imponibile di quasi 11 milioni di euro a cui si aggiungono altri 2,4 milioni di euro circa di Iva.

A portare alla luce quella che è stata qualificata come una vera e propria società “cartiera” è stata l’analisi della documentazione contabile sequestrata, l’approfondimento dei profili finanziari e il reperimento di informazioni, seppur sommarie, da parte dei soggetti coinvolti nelle varie operazioni commerciali. Attività che hanno permesso di scoprire come l’impresa cinese non avesse presentato le previste dichiarazioni fiscali né avesse adempiuto agli obblighi di versamento. Tutto questo mentre il vero fornitore avrebbe operato in nero e i numerosi acquirenti avrebbero ottenuto notevoli vantaggi di tipo fiscale, potendo dedurre il costo e detrarre l’Iva indicata in fattura, ma anche di carattere commerciale, potendo acquistare i beni a prezzi inferiori a quelli di mercato.

Le indagini si sono concluse con il recupero a tassazione delle imposte evase da parte dell’imprenditore cinese e con la sua denuncia alla Procura di Spoleto per emissione di fatture per operazioni inesistenti. Su segnalazione delle fiamme gialle di Foligno, inoltre, sono state avviate da parte di altri reparti investigazioni e attività amministrative nei confronti degli oltre 180 clienti individuati, volte al recupero a tassazione degli elementi di reddito e dell’Iva ad essi riconducibili.

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