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Eolico, oltre 6.500 firme per dire “no” agli impianti tra Umbria e Marche

La petizione è stata firmata non solo da cittadini umbri, con tutta la documentazione che giovedì è stata consegnata all'Assemblea legislativa della Regione Umbria

Pubblicato il 25 Gennaio 2025 12:48 - Modificato il 26 Gennaio 2025 13:43

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Continua la battaglia per evitare l’installazione degli impianti eolici sui crinali appenninici regionali. La petizione “No agli impianti eolici nell’appennino, difendiamo l’Umbria cuore verde d’Italia” lanciata il 23 novembre scorso da cittadini e associazioni ha raggiunto oltre 6.500 (6.599) firme e il 23 gennaio, in rappresentanza dei sottoscrittori, è stata depositata all’Assemblea Legislativa della Regione Umbria che potrà valutarne contenuto e finalità. La petizione, come fanno sapere dal coordinamento “DifendiamoAppennino”, verrà inviata anche alla Provincia di Perugia, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Enegetica (MASE), al Ministero della Culture e ai comuni di Foligno, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Trevi, Sellano e Valtopina. Questi i comuni – lo ricordiamo – che potrebbero essere direttamente interessati dall’installazione di 69 aerogeneratori, insieme ad altri 32 impianti che coinvolgerebbero i crinali marchigiani limitrofi.
“La petizione – si legge nel comunicato inoltrato da coordinamento ‘DifendiamoAppennino’ – ha l’obiettivo di dare voce a tutti coloro che vogliono scongiurare il rischio che l’Appennino umbro-marchigiano venga trasformato da progetti eolici industriali che, qualora realizzati, comprometterebbero – proseguono – le prospettive di sviluppo economico e sociale delle aree montane e provocherebbero un’alterazione permanente del territorio montano e collinare, pregiudicando definitivamente l’integrità ambientale e paesaggistica, la biodiversità, inestimabile patrimonio storico-archeologico di un territorio unico e prezioso”.
Nel dettaglio la petizione è stata sottoscritta da 5.899 cittadini in Umbria, di cui 5.496 firme autografe, mentre 403 adesioni sono state raccolte attraverso al piattaforma online Change.org. Ad aderire anche 700 cittadini non residenti in Umbria, tra questi 75 hanno firmato presso i chioschi fisici e 625 hanno firmato attraverso la piattaforma.
“I promotori della petizione – ricordano sempre dal coordinamento – ravvisano la necessità di un incontro con i competenti organi regionali per un approfondimento e una condivisione delle istanze in essa contenute e per concordare le modalità di un auspicabile coinvolgimento al processo di definizione della Legge per l’individuazione delle aree non idonee e idonee alla realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il complesso e necessario processo di transizione ecologica – si legge ancora – non deve essere lasciato alle proposte ‘mordi e fuggi’ di singole società, ma deve essere oggetto di una valutazione territoriale complessiva da parte dalle istituzioni nazionali e regionali competenti, deve essere esclusiva pertinenza del governo pubblico”.

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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