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Ville di lusso affittate in nero, evasi oltre 2 milioni di euro. Sanzioni anche nel Folignate

I controlli della guardia di finanza hanno portato alla sanzione di undici persone per la mancata comunicazione dell’inizio dell’attività e della locazione agli uffici comunali. Individuati trentasei soggetti residenti all’estero non dichiaranti in Italia

Pubblicato il 4 Febbraio 2025 12:15 - Modificato il 5 Febbraio 2025 12:40

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Affitti in nero dai 4.000 ai 15.000 euro a settimana. La Guardia di finanza di Perugia ha avviato un’attività di intensificazione dei controlli su strutture ricettive della provincia attraverso una serie di ispezioni mirate, con l’obiettivo di contrastare l’attività di eventuali operatori irregolari o abusivi e garantire il rispetto delle vigenti normative. Un’attività di verifica che ha subito un incremento anche in vista dell’aumento dei flussi turistici che coinvolgerà l’Umbria per effetto sia del Giubileo 2025 che dell’ottocentenario della morte di San Francesco d’Assisi.
Nel corso dei controlli sono stati effettuati accertamenti anche sull’osservanza dell’articolo 109 del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, che obbliga alla comunicazione giornaliera dei nominativi degli alloggiati, e della legge regionale n.8 del 2017, che regola il settore del turismo in Umbria.
Nel corso degli interventi sono state sanzionate anche attività del folignate. I controlli sono stati effettuati su cinquantotto strutture, undici delle quali hanno ricevuto un’ammenda per la mancata comunicazione dell’inizio dell’attività e della locazione degli alloggi ai competenti uffici comunali di Foligno, Spoleto, Gubbio, Cascia, Umbertide, Città della Pieve, Bevagna e Monte Castello di Vibio. Inoltre, diciassette soggetti sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per non aver comunicato le generalità degli ospiti, in questo caso si tratta di attività situate nei comuni di Spoleto, Todi, Assisi, Cascia, Montefalco, Cerreto di Spoleto, Fossato di Vico e Collazzone.
Le verifiche, come specificato dal comando della Guardia di Finanza di Perugia, sono state condotte a partire da informazioni raccolte e incrociate attraverso le banche dati in uso al Corpo, che hanno permesso di identificare alcune strutture che si caratterizzano per elevati profili di rischio. Importanti riscontri sono stati effettuati anche attraverso il monitoraggio di siti web specializzati nell’offerta di affitti e nelle compravendite di immobili in Umbria.
Una complessa attività di combinazione e incrocio dei dati che ha portato all’individuazione di 36 soggetti residenti all’estero, risultati possessori di immobili nella provincia di Perugia e che non hanno dichiarato in Italia le relative somme percepite.
Nella maggior parte dei casi di illecito si è trattato di ville di pregio affittate a tariffe settimanali che variavano dai 4.000 ai 15.000 euro. Le attività di verifica hanno permesso di recuperare la tassazione di oltre 2,2 milioni di euro.
Come reso noto sempre dalla Guardia di Finanza di Perugia, gli interventi sono stati sollecitati anche dalla principali associazioni di categoria come Federalberghi e Asso Turismo, inserendosi in un più ampio piano di monitoraggio delle attività economiche operanti nel territorio dell’Umbria, regione a forte vocazione turistica, con l’intento di tutelare i consumatori e garantire la concorrenza leale tra le imprese.

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