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Abbigliamento e orologi contraffatti, maxi sequestro della Finanza a Foligno

Quasi 2.300 gli oggetti falsificati ritirati dalle Fiamme gialle, con le operazioni che hanno riguardato anche il resto del territorio perugino. Intercettati anche prodotti che non rispettavano i requisiti di qualità dell’Ue

Pubblicato il 7 Ottobre 2025 12:05 - Modificato il 19 Ottobre 2025 16:16

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Sequestrati circa 2.300 articoli contraffatti. Questo il bilancio dell’intervento messo in atto dalla Guardia di finanza a Foligno. Nello specifico ad essere stati posti a sequestro profumi, borse, portafogli, cinture e capi di abbigliamenti recanti marchi contraffatti di note case di moda. Particolarmente rilevante nell’ambito dei controlli, il ritrovamento di 11 orologi di una nota casa produttrice svizzera, il cui valore di mercato – se autentici – avrebbe superato gli 80mila euro.

In totale, nell’ambito del territorio provinciale, le Fiamme gialle perugine hanno eseguito 30 interventi nell’ambito della lotta alla contraffazione, con il sequestro di quasi 3.000 articoli e la denuncia di 4 persone.

Un’operazione che si inserisce in un più ampio quadro di interventi che nel corso dell’anno ha disposto, da parte delle Fiamme gialle, l’intensificazione dei controlli tesi a prevenire e reprimere ogni forma di commercio di prodotti potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori, o recanti marchi contraffatti. Controlli, effettuati durante le fiere o gli avvenimenti più importanti della Regione, oltre alla fiera di San Feliciano a Foligno, infatti, sono stati messi in atto interventi anche in occasione di Umbria Jazz, del Giro d’Italia a Gubbio e della fiera di San Florido a Città di Castello.

Sempre a Foligno sono state eseguite verifiche anche in materia di sicurezza dei prodotti. Complessivamente, in questo ambito sono stati messi in atto 60 interventi, anche a Perugia, Città di Castello, Gubbio e Todi, sottoponendo a sequestro amministrativo quasi 24mila pezzi tra bigiotteria, articoli vari per la casa, prodotti per la cura della persona, quali trucchi e creme per il viso, ma anche giocattoli per bambini. I prodotti venivano infatti venduti al pubblico in assenza dei requisiti su qualità e composizione previsti dal codice del consumo (D.Lgs. n 206/2005). Mettendo così a rischio la salute dei consumatori e, soprattutto, dei più piccoli. In totale sono stati segnalati alla camera di commercio di Perugia 32 responsabili di esercizi commerciali per sanzioni di un massimo di 800mila euro complessivi.

Sempre nello stesso ambito i militari della compagnia di Città di Castello, in un negozio al dettaglio gestito da un imprenditore cinese, hanno proceduto al sequestro di 1.000 cosmetici posti in vendita in violazione degli standard di sicurezza recentemente introdotti dalla normativa europea (il regolamento Ue 2025/887 che ha vietato, dal primo settembre scorso, la commercializzazione di prodotti contenenti specifiche sostanze ritenute potenzialmente cancerogene). Fatti per cui il titolare dell’esercizio commerciale è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Perugia.

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