Non solo Francesco Maria Castellani resterà ai domiciliari, ma il giudice ha disposto a suo carico anche l’applicazione del braccialetto elettronico. Respinta, dunque, l’istanza della difesa del dirigente comunale che nella mattinata di giovedì 11 dicembre, durante l’udienza di convalida al Tribunale di Spoleto, aveva chiesto al Gip una misura meno afflittiva dei domiciliari a carico dell’assistito.
Pur confermando la convalida dell’arresto, il giudice si era preso del tempo per decidere se accogliere o meno la richiesta dei legali di Castellani. Venerdì mattina l’esito: non solo, dunque, il Gip ha respinto l’istanza della difesa, ma ha inasprito ulteriormente la misura cautelare a carico dell’ingegnere folignate che, oltre a rimanere agli arresti domiciliari, dovrà anche indossare il braccialetto elettronico.
Decisione che non lascia margini alla strada imboccata dagli avvocati del 60enne, quella cioè per la quale Castellani avrebbe agito per legittima difesa. Una difesa che non sarebbe stata, dunque, giustificata dai fatti anche perché, secondo quanto emerso dalle indagini, tra i due ci sarebbe stato solo un diverbio e non anche uno scontro fisico.
I fatti, lo ricordiamo, risalgono alla mattinata dello scorso martedì. Teatro della lite l’incrocio tra via Garibaldi e via Niccolò Alunno, in pieno centro storico. È lì che il dirigente comunale in giro con i suoi cani avrebbe incontrato il 39enne, anche lui insieme al cane. E sarebbe stato proprio per gli animali che sarebbe scoppiato il diverbio tra i due, di fatto non il primo.
Diverbio culminato nell’accoltellamento che è costato alla vittima una profonda ferita all’addome con lacerazione dello stomaco, tale da rendere necessario un intervento d’urgenza. Colpo sferrato dal 60enne con un coltello a serramanico, per il quale oltre al reato di tentato omicidio gli è stato contestato anche il porto abusivo di oggetti atti ad offendere.
A ricostruire quanto accaduto in quei concitati momenti sono stati gli agenti del locale commissariato coordinati dalla Procura di Spoleto. Sono stati gli uomini agli ordini del vice questore Adriano Felici che, attraverso accurate indagini, condotte attraverso l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza e sentendo diversi testimoni, hanno permesso di raccogliere tutti gli elementi necessari per avanzare la richiesta della Procura che il Gip ha accolto.



















